Torna alla rivista
•Cataloghi e PIM

Arricchimento dei dati di prodotto: dove si fa, e perche' conta

L'arricchimento dei dati di prodotto e' un intervento che si esegue una volta e produce effetti su tutti i canali: ricerca interna, marketplace, feed pubblicitari, posizionamento organico. La sua resa dipende pero' da una scelta preliminare, cioe' individuare quale sistema detiene la fonte del dato: la piattaforma e-commerce oppure un PIM, da Akeneo a Thron a UnoPIM. Eseguirlo a valle di una sincronizzazione significa vederlo sovrascritto al primo allineamento.

M
Massimo Ivaldi
Autore

Prendete una scheda qualunque del vostro catalogo. Se il titolo riporta "21CB0075IX" invece di "notebook Lenovo ThinkPad E15, 15,6 pollici, 16 GB", state pagando quel titolo due volte.

La prima volta all'interno del sito: chi cerca "notebook 15 pollici" non raggiunge quel prodotto, perche' nella scheda quelle parole non compaiono. La seconda volta all'esterno: non lo raggiunge nemmeno chi arriva dai motori di ricerca, per la stessa ragione.

E' la condizione piu' diffusa nei cataloghi tecnici, e l'origine e' quasi sempre la medesima. Le schede provengono dai listini dei fornitori o dalle basi dati dei produttori, redatte nella loro lingua, che e' fatta di codici e sigle. Il mercato invece cerca con il linguaggio corrente.

Riscriverle e' un intervento che si esegue una volta sola e produce effetti per anni. Prima di avviarlo, pero', occorre rispondere a una domanda che sembra procedurale e invece determina tutto il resto: dove vanno riscritte.

CHE COSA INTENDIAMO PER PIM

PIM sta per gestione delle informazioni di prodotto. In concreto e' un archivio unico, separato dal negozio, nel quale risiedono i dati di prodotto: denominazioni, descrizioni, caratteristiche tecniche, traduzioni, immagini. Ordini, clienti e carrello restano invece sulla piattaforma di vendita.

La sua utilita' cresce con il numero dei canali. Un'azienda che vende sul proprio sito, su Amazon, su un marketplace verticale e alimenta un feed per la pubblicita' senza un archivio centrale si trova a scrivere la stessa descrizione quattro volte, e a mantenerla in quattro sistemi diversi. Con un PIM la si redige una volta e la si distribuisce.

Chi presidia un canale solo, in molti casi, un PIM non lo ha e non ne ha necessita'.

DUE MODELLI DI ARCHITETTURA

Da qui discendono due situazioni distinte.

Nella prima la piattaforma e-commerce e' la fonte. I dati di prodotto nascono e risiedono dentro PrestaShop, WooCommerce, Magento o Shopify, e da li' vengono eventualmente esportati verso gli altri canali.

Nella seconda la fonte e' il PIM. La piattaforma e' soltanto uno degli sbocchi, e riceve i dati dall'esterno a ogni sincronizzazione.

Il criterio e' uno solo e non ammette eccezioni: l'arricchimento si esegue dove il dato nasce.

L'ERRORE CHE ANNULLA L'INTERVENTO

Non si tratta di una finezza tecnica, ma dell'errore piu' oneroso che si possa commettere in questo ambito.

Se un PIM alimenta la piattaforma e l'arricchimento viene eseguito sulla piattaforma, al primo allineamento il PIM ripristina i testi precedenti. L'intero lavoro viene annullato, e viene annullato senza segnalazioni, durante una procedura notturna, fino a quando qualcuno non se ne accorge per via indiretta.

Non e' un malfunzionamento: e' il comportamento previsto di questi sistemi, che considerano se stessi la fonte autorevole e la piattaforma una copia.

Per questa ragione la prima verifica, prima ancora di esaminare i testi, riguarda sempre la direzione della sincronizzazione: quale sistema riscrive quale, e con quale frequenza.

CHE COSA VA NEL PIM E CHE COSA RESTA A VALLE

Conviene tenere ferma una distinzione.

Nel PIM confluiscono le parole: denominazioni riscritte, descrizioni, caratteristiche normalizzate, e i termini con cui il mercato designa il prodotto, che spesso non coincidono con quelli del produttore. Sono informazioni di prodotto a tutti gli effetti, appartengono al prodotto e devono raggiungere tutti i canali.

Nel PIM non confluiscono invece la configurazione del motore di ricerca ne' le rappresentazioni numeriche che il motore calcola sui testi. Quegli elementi vengono rigenerati a ogni aggiornamento dell'indice, cambiano al cambiare del motore, e nessun altro canale saprebbe utilizzarli. Restano a valle, dove risiede il motore.

SU QUALI PIM LAVORIAMO

I sistemi disponibili sono numerosi e questa non e' la sede per recensirli. Quelli che incontriamo con maggiore frequenza sono tre, e su tutti e tre l'arricchimento segue lo stesso procedimento: lettura del catalogo, riscrittura, verifica, e consegna dentro il sistema, che poi provvede alla distribuzione.
Akeneo e' il piu' diffuso in Europa, e presenta una novita' rilevante: l'edizione aperta e gratuita non riceve sviluppo dal 2023, e il supporto dell'ultima versione si chiude il 30 settembre 2026. Chi ne ha un'installazione in esercizio ha una decisione da prendere. Thron e' italiano, con sede a Padova, ed e' l'unico dei tre nato per la gestione di immagini e video prima ancora che dei dati di prodotto: ha senso per chi dispone di un patrimonio visivo consistente. UnoPIM e' il piu' recente, del 2024, effettivamente aperto e dotato di connettori gia' pronti per le piattaforme piu' comuni, a fronte di una base installata piu' ridotta.
Tag:arricchimento dati di prodottoPIMproduct information managementAkeneoThronUnoPIMdati di prodotto e-commercesincronizzazione catalogo