Tranco, il misuratore che ha preso il posto di Alexa Rank
Nato in un'università belga per dare ai ricercatori una classifica dei siti affidabile, è diventato il riferimento gratuito per capire quanto è popolare un dominio. Ecco come funziona e cosa può (e non può) dirci.
Il 1° maggio 2022 Amazon ha spento Alexa.com, e con lui l'Alexa Rank. Per oltre vent'anni era stato il modo più rapido per rispondere a una domanda semplice: quanto è visitato questo sito?
Alexa Internet era nata nel 1996 e Amazon l'aveva comprata nel 1999 per circa 250 milioni di dollari in azioni. Il suo "rank" era ovunque: nelle presentazioni agli investitori, nei preventivi delle agenzie SEO, nei media kit dei blog. Lo usavano anche i ricercatori di sicurezza, che prendevano il suo "Top 1 milione" come elenco di siti probabilmente innocui.
Già a dicembre 2021 Alexa aveva smesso di vendere nuovi abbonamenti, e Amazon non ha mai spiegato pubblicamente perché abbia chiuso il servizio. Il risultato è stato un vuoto. Chi faceva affidamento su quel numero si è trovato senza un indicatore pubblico e gratuito della popolarità dei siti.
A riempire quel vuoto, almeno in parte, è stato un progetto molto meno famoso: Tranco.
Un numero meno solido di quanto sembrasse
Tranco non è nato per sostituire Alexa, ma per correggerne i difetti. Nel 2019, tre anni prima della chiusura, un gruppo di ricercatori guidato da Victor Le Pochat (imec-DistriNet, KU Leuven, con colleghi di TU Delft e dell'Università Grenoble Alpes) ha presentato uno studio alla conferenza NDSS di San Diego.
Avevano messo sotto esame le quattro classifiche più usate: Alexa, Cisco Umbrella, Majestic e Quantcast. Le conclusioni erano scomode:
Le classifiche non andavano d'accordo. Sulla popolarità di quasi ogni dominio davano risposte diverse.
Cambiavano troppo. Umbrella e soprattutto Alexa rimescolavano molte posizioni anche da un giorno all'altro. Nel caso di Alexa la causa era una modifica non annunciata al modo in cui calcolava le medie.
Si potevano truccare. I ricercatori hanno dimostrato che bastava pochissimo per spostare un dominio: per entrare nel Top 1 milione di Alexa era sufficiente una singola richiesta HTTP.
L'ultimo punto era il più grave. Chi voleva poteva infilare domini malevoli in elenchi usati come "liste di siti sicuri", o influenzare i risultati degli studi scientifici che si basavano su quelle classifiche.
Come funziona: tante fonti, un mese di dati
L'idea di Tranco è semplice: invece di fidarsi di una sola classifica, ne mette insieme diverse e guarda un periodo lungo. Le fonti oggi sono cinque, ognuna con il suo punto di vista sul web:
Cisco Umbrella osserva le richieste DNS che passano dai suoi resolver, mentre Majestic guarda i collegamenti tra siti, cioè quanti altri domini puntano a un dominio. Farsight contribuisce con dati DNS passivi raccolti su larga scala.
Cloudflare Radar porta il traffico DNS del resolver pubblico 1.1.1.1, e il Chrome UX Report aggiunge i dati reali degli utenti di Chrome.
Alexa e Quantcast, presenti all'inizio, sono uscite dal paniere quando i servizi hanno chiuso.
La lista predefinita combina le posizioni degli ultimi 30 giorni. Per farlo usa la regola di Dowdall: il primo sito di ogni classifica prende 1 punto, il secondo 1/2, il terzo 1/3 e così via. È un modo per rispecchiare la "coda lunga" del web: pochissimi siti enormi in cima e un'infinità di siti piccoli sotto. Vengono tenuti solo i domini principali (per esempio esempio.it, non shop.esempio.it) e il risultato finale è il primo milione.
Il vantaggio è concreto. Secondo lo studio originale, la lista Tranco cambia solo dello 0,6% al giorno, e per far salire un dominio alla stessa posizione serve almeno quattro volte lo sforzo necessario con le classifiche precedenti. Un sito che sembra popolare per una sola fonte, magari per una manipolazione isolata, ha poco peso nella media.
C'è anche un dettaglio pensato per i ricercatori: ogni lista generata ha un codice identificativo stabile. Chi pubblica uno studio può indicare esattamente quale versione ha usato, e chiunque può ritrovarla e ripetere l'analisi. Anche il codice che produce la lista è pubblico su GitHub.
A cosa serve e come si consulta
Tranco è gratuito e si consulta su tranco-list.eu. Le strade sono tre:
Scaricare la lista completa è la prima: un file CSV con il milione di domini in ordine, aggiornato ogni giorno.
Cercare un singolo dominio dal sito è la seconda, utile per vedere la sua posizione e come è cambiata nelle ultime settimane.
Interrogarlo da un programma è la terza, grazie a un'API pubblica che per un uso leggero non richiede registrazione.
La regola da ricordare è quella del golf: un numero più basso è meglio. Il sito al primo posto è il più diffuso al mondo, e un dominio il cui numero scende sta guadagnando popolarità.
Nato per la ricerca accademica e la sicurezza informatica, oggi Tranco viene usato in molti contesti:
Nella ricerca scientifica serve a scegliere un campione rappresentativo di siti da analizzare. Nella sicurezza informatica fa da elenco di domini molto diffusi, da confrontare con quelli sospetti.
Lo stesso principio, cioè costruire un campione ampio e ripetere la misura nel tempo, vale anche fuori dall'accademia: è quello che serve, per esempio, per misurare ogni giorno come rispondono le ricerche interne degli e-commerce italiani.
Nel marketing e nella SEO permette di confrontare a grandi linee la popolarità di un sito con quella dei concorrenti e di seguirne l'andamento nel tempo. Nelle vendite e nelle analisi di mercato, infine, aiuta a distinguere al volo un sito amatoriale da uno tra i primi diecimila al mondo.
Cosa Tranco non è
Tranco non conta i visitatori. Misura quanto un dominio è diffuso nei vari segnali che raccoglie: richieste DNS, collegamenti, navigazione su Chrome. Ti dice che un sito è "più popolare di" un altro, non quante visite fa al mese.
E soprattutto non dice cosa succede una volta che il visitatore è arrivato. Un e-commerce può essere molto popolare e avere una ricerca interna che non trova i prodotti: con l'arrivo degli agenti AI che cercano e comprano al posto del cliente, è un limite che pesa sempre di più.
Ci sono poi altri limiti da tenere presenti:
Si ferma al primo milione. Un piccolo sito, per esempio un e-commerce locale, molto probabilmente non compare. Per chi lavora con il commercio online italiano, insomma, servono strumenti che guardino più da vicino: una classifica costruita solo sui negozi italiani dice molto di più di una posizione nel milione globale.
È un indicatore globale. Un sito molto seguito in Italia ma poco altrove può avere una posizione modesta.
Non tutti sono convinti del metodo. L'azienda di sicurezza Infoblox, per esempio, ha sostenuto che le singole classifiche riflettono reti troppo diverse tra loro, e che unirle non le rende più affidabili. Secondo la sua analisi del 2022, nel milione di Tranco comparivano anche diversi domini malevoli.
Per avere stime delle visite vere e proprie bisogna rivolgersi a servizi commerciali come Similarweb o Semrush, che costano da qualche centinaio a oltre mille dollari al mese e restano comunque stime.
Un piccolo bene comune del web
Alexa era un prodotto commerciale, e quando ha smesso di essere conveniente è sparito. Tranco è un'altra cosa: un progetto universitario, gratuito, con un metodo pubblicato e un codice aperto che chiunque può controllare.
Non è perfetto, e non pretende di esserlo. Ma risponde a una domanda che sul web conta ancora: quali sono i siti che contano davvero? E lo fa in modo trasparente, cosa rara tra gli strumenti di misura di internet. Nel 2022 il dataset ha anche ricevuto un premio come risorsa di impatto alla conferenza ACSAC.
La prossima volta che vi chiedete quanto è popolare un sito, vale la pena fare un salto su tranco-list.eu.