Torna alla rivista
•Ricerca e-commerce

Ricerca semantica per e-commerce: come funziona e quali motori la fanno

Il motore di ricerca del tuo ecommerce confronta parole. Se il cliente scrive una parola che nelle tue schede non c'e', non trova niente, anche quando il prodotto ce l'hai. La ricerca semantica lavora sul senso e non sulle parole: ecco che cos'e', che cosa risolve davvero e quali motori oggi la offrono.

M
Massimo Ivaldi
Autore

Chi vende online lo sa: una parte dei visitatori usa la casella di ricerca, e chi la usa compra molto piu' di chi naviga le categorie. Quello che si sa meno e' quante di quelle ricerche finiscono nel vuoto, e perche'.

La ragione quasi sempre e' la stessa. Il motore di ricerca del tuo negozio confronta parole. Prende le parole che il cliente ha scritto e le cerca dentro il testo delle schede. Se la parola nelle schede non c'e', non trova niente, anche se il prodotto giusto e' li' a magazzino.

Succede piu' spesso di quanto sembri, perche' i cataloghi sono scritti nella lingua del produttore e i clienti cercano nella lingua di tutti i giorni.

COME FUNZIONA LA RICERCA SEMANTICA

La ricerca semantica prende un'altra strada. Ogni scheda prodotto viene trasformata in una lunga lista di numeri che rappresenta il senso del testo, e la stessa cosa viene fatta con la domanda del cliente. Il motore poi confronta i numeri e mette davanti le schede il cui senso assomiglia di piu' a quello della domanda.

La lista di numeri si chiama vettore, e il calcolo che la produce si chiama embedding: lo esegue un modello di intelligenza artificiale addestrato apposta.

Il risultato pratico è che una domanda come "qualcosa di caldo da mettere sopra la camicia" può arrivare a un cardigan di lana anche se nella scheda non c'è né "caldo" né "camicia". Il modello sa che quel modo di dire appartiene allo stesso ambito di "lana merino", "maglia con bottoni" e "mezza stagione".

I motori che la offrono fanno lavorare insieme i due metodi: per ogni domanda cercano sia le parole sia il significato, e poi fondono i due elenchi in una classifica sola. Quanto pesa l'uno e quanto l'altro lo si decide con un'impostazione, ed è la scelta più delicata di tutto l'impianto. Tutto alle parole e sei tornato al punto di partenza. Tutto al significato e il motore comincia a sbagliare i codici articolo e a rispondere a fantasia. L'equilibrio sta nel mezzo, ma non è lo stesso per tutti: dipende da come è scritto il tuo catalogo e da come cercano i tuoi clienti, e si trova solo provando.

QUALI MOTORI DI RICERCA LA FANNO, OGGI

Il panorama si e' mosso molto negli ultimi due anni. Quasi tutti i motori seri hanno aggiunto la ricerca per significato, ma non nello stesso modo e non con lo stesso impegno di gestione.

Elasticsearch e OpenSearch sono i veterani. Potentissimi, usati da anni dagli archivi dei giornali e dai siti editoriali con milioni di documenti, e capaci di ricerca vettoriale. Il prezzo da pagare e' la complessita': vogliono qualcuno che li sappia governare, e per un negozio di medie dimensioni sono spesso un cannone per una zanzara.

Algolia e' il servizio piu' rifinito: funziona subito, ha strumenti eccellenti per chi vende, e la parte semantica e' inclusa nei piani superiori. Si paga a ricerca, quindi il conto cresce con il traffico, e per cataloghi molto visitati puo' diventare una voce di spesa molto importante.

Meilisearch e Typesense sono i due progetti aperti che negli ultimi anni hanno preso piu' piede. Leggeri, veloci da mettere in piedi, entrambi con la ricerca ibrida che mescola parole e significato, entrambi installabili sul proprio server oppure presi come servizio. Sono la fascia in cui oggi si colloca la maggior parte dei negozi di taglia normale.

Vespa e' il caso a parte: nato per gestire contenuti su scala enorme, e' fortissimo e altrettanto impegnativo. Lo si incontra piu' nell'editoria e nelle piattaforme di contenuti che nei negozi.

Va nominata anche una categoria diversa, che spesso viene confusa con questa: i database vettoriali, come Qdrant, Weaviate o Pinecone. Non sono motori di ricerca per negozi: sono magazzini specializzati in quei numeri di cui parlavamo, e si usano quando si costruisce qualcosa su misura. Per un e-commerce, nella stragrande maggioranza dei casi, non servono.

COSA GUARDARE PRIMA DI SCEGLIERE

Il motore conta, ma da solo non basta, e questa e' la cosa che vediamo sbagliare piu' spesso.
Un motore semantico rende quanto vale il modello che monta e quanto e' curato il testo delle tue schede. Se i titoli dicono "AEG BBH 12" invece di "martello perforatore AEG BBH 12", nessun motore al mondo potra' inventarsi la parola che manca. Chi sceglie il motore senza guardare i dati compra un'automobile e non fa il pieno.

La nostra posizione, dichiarata: per un e-commerce italiano di taglia normale, oggi, un motore leggero con ricerca ibrida e' la scelta ragionevole, e la parte del lavoro che rende di piu' e' quella che si fa sul catalogo. Vale due volte, perche' le parole che aggiungi alle schede le legge il motore del tuo sito e le legge anche Google.

Se vuoi vedere i numeri di un caso reale, con le misure prima e dopo, trovi tutto nel nostro caso di studio.
Tag:ricerca semanticaricerca semantica e-commercemotore di ricerca e-commercericerca interna sitoricerca ibridaembeddingMeilisearchTypesenseAlgoliaElasticsearchdatabase vettoriali