Scheda · Classifica e-commerce
signorvino.com
https://signorvino.com/- Posizione
- 278
- Ranking
- 42
- Categoria
- alimentare
- Aggiornato il
- 2 ottobre 2026
signorvino.com
Rilevamento del 02/10/2026. Punteggio: 42 su 100, fascia: perde clienti ogni giorno.
Che cosa c'e' sugli scaffali
I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro voci di menu: "iscriviti", "Vedi tutti", "Sardegna", "Franciacorta". Nessuno risulta vuoto: dove c'e' la pagina, c'e' la merce, e non c'e' nessun buco di catalogo da segnalare. Il negozio espone i prezzi in euro.
Il problema non e' cosa c'e' sugli scaffali, ma come sono scritti i nomi. Su 28 nomi di prodotto letti dai reparti, 12 (43%) non contengono nessuna parola che un cliente scriverebbe: sono codici e nomi di modello. Fra gli esempi ci sono "VEDI IL MENU", "Prodotti in promozione (51)" e "Lugana I Frati". Questo conta perche' un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori: e' lo stesso testo che leggono tutti.
Nel traffico non e' stato visto nessun motore di ricerca esterno: risponde la ricerca del negozio, con un tempo mediano della chiamata di 144 millisecondi.
Che cosa succede oggi
La ricerca del negozio risponde in fretta, ma spesso risponde con la cosa sbagliata. Chi cerca "vino rosso toscana" ottiene un solo risultato, ed e' un rosso abruzzese, non toscano. Lo stesso succede con "vorrei un vino rosso toscano per la cena": un risultato, sempre abruzzese. Chi cerca "cerco una bottiglia di bollicine per festeggiare" si vede proporre vini rossi come Amarone, che con le bollicine non c'entrano.
Il caso piu' chiaro e' quello dei prodotti che il negozio non vende. Le parole di controllo lo dicono senza ambiguita': "formaggio" da sola non trova niente, "salume" da sola non trova niente. Quel genere di merce il negozio non lo vende, e la ricerca non c'entra. Ma la ricerca non si limita a dire che quel prodotto non c'e': in diversi casi riempie la pagina con vini che non c'entrano nulla con quello che il cliente ha chiesto. Chi cerca "salume da taglio" vede 4 vini. Chi cerca "avete un formaggio stagionato da abbinare al vino" vede 4 vini. Chi cerca "mi serve un salume da taglio per un antipasto" vede 2 vini rossi. Il cliente ha chiesto una cosa, la ricerca ne ha mostrata un'altra. Su "formaggio stagionato" c'e' una discrepanza da segnalare: la ricerca dichiara 0 risultati, ma nella pagina si vedono 3 prezzi. Vale la pena verificare a mano cosa mostra quella pagina.
Le parole di controllo chiudono il dubbio dove c'e' l'ambiguita'. "Franciacorta" da sola trova 21 prezzi in pagina, "rosso" da sola ne trova 18, "vino" da sola ne trova 15: il catalogo quella merce ce l'ha. E infatti "bollicine franciacorta" trova 77 risultati con produttori come Bellavista e Ca' del Bosco, e "vini rossi toscani" ne trova 23. La ricerca sa trovare le cose quando il cliente usa le parole giuste. Il problema e' quando le usa in modo naturale.
Le prove
| cerca | che cosa ottiene |
|---|---|
| "vini" | 13 risultati, coerenti con la categoria del negozio |
| "bollicine" | 32 prezzi in pagina, spumanti e champagne |
| "formaggio" | 0 risultati: il negozio non vende formaggi, corretto |
| "salume" | 0 risultati: il negozio non vende salumi, corretto |
| "vino rosso toscana" | 1 risultato, ed e' un rosso abruzzese |
| "salume da taglio" | 4 risultati, ma sono vini |
| "formaggio stagionato" | 0 risultati dichiarati, ma in pagina si vedono 3 prezzi |
| "vorrei un vino rosso toscano per la cena" | 1 risultato, rosso abruzzese |
| "cerco una bottiglia di bollicine per festeggiare" | 4 risultati, vini rossi come Amarone |
| "avete un formaggio stagionato da abbinare al vino" | 4 risultati, vini |
| "consigliatemi un vino bianco leggero per l'estate" | 2 bianchi, uno dealcolato e uno esaurito |
| "bollicine franciacorta" | 77 risultati, Franciacorta con Bellavista e Ca' del Bosco |
Il conto
Su 26 ricerche, 13 sono pertinenti, 1 e' debole, 11 sono sbagliate e 1 e' fuori catalogo. Le ricerche che il catalogo poteva soddisfare sono 25 su 26. Questo significa che quasi tutte le volte che un cliente cerca qualcosa, il negozio quel qualcosa ce l'ha: la ricerca non lo sa trovare. Le ricerche a vuoto e quelle sbagliate sono clienti che se ne vanno senza comprare, e non c'e' modo di sapere quanti soldi siano, perche' i dati non lo dicono. Quello che i dati dicono e' che 11 ricerche su 26 hanno mostrato al cliente una cosa diversa da quella che aveva chiesto.
Il punteggio
| voce | punti |
|---|---|
| copertura | 8 |
| lingua del cliente | 10 |
| tolleranza e forma | 15 |
| governo dei risultati | 6 |
| impianto | 3 |
| totale | 42 su 100 |
Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non viene valutato.
Che cosa si puo' fare
- Fare in modo che la ricerca capisca le frasi intere, non solo le singole parole. Oggi "cerco una bottiglia di bollicine per festeggiare" porta a vini rossi, e "vorrei un vino rosso toscano per la cena" porta a un abruzzese. Va insegnato a leggere la frase come la leggerebbe un cliente.
- Quando un prodotto non c'e', dirlo e basta. Chi cerca "salume" o "formaggio" deve vedere una pagina che spiega che il negozio vende vino, non una pagina piena di vini a caso. Riempire il vuoto con prodotti non attinenti confonde il cliente e lo allontana.
- Sistemare i nomi dei prodotti. Il 43% dei nomi letti non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe. Un nome come "Lugana I Frati" va accompagnato dalle parole che un cliente userebbe per cercarlo. Questo vale una volta sola e serve sia per la ricerca del sito sia per Google sia per i comparatori.
- Controllare le ricerche che portano a un solo risultato sbagliato. "vino rosso toscana" e' il caso piu' evidente: il catalogo ha 23 vini toscani, ma la ricerca ne mostra uno abruzzese. Se il catalogo ha la merce, la ricerca deve trovarla.
È il tuo sito? Possiamo spiegarti come è stato misurato.
Chiedi informazioni