Scheda · Classifica e-commerce

prowen.it

https://prowen.it/
Posizione
1025
Ranking
41
Categoria
salute bellezza
Aggiornato il
10 ottobre 2026

prowen.it

Rilevamento del 10/10/2026. Punteggio: 41 su 100, fascia: perde clienti ogni giorno.

Che cosa c'e' sugli scaffali

Il negozio ha merce dentro. Nei reparti aperti si vedono collant, leggings e calze anticellulite, un olio, una coppetta per massaggio, una spazzola per la pelle, piu' alcuni contenuti di guida. Non risulta nessun reparto vuoto, quindi non c'e' nessun buco di catalogo da segnalare.

Il problema e' come sono scritti i nomi. Alcuni nomi letti non contengono nessuna parola che un cliente scriverebbe: sono codici e nomi di modello. Un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori: e' lo stesso testo che leggono tutti.

Che cosa succede oggi

La ricerca del sito risponde in 199 millisecondi come tempo mediano, quindi la pagina non e' lenta: il problema non e' la velocita', e' che cosa trova. Nel traffico non e' stato visto nessun motore di ricerca dedicato: risponde la ricerca nativa della piattaforma.

Su 24 ricerche provate, 16 hanno dato risultati pertinenti, 2 sono state deboli, 6 sono finite a vuoto. Le ricerche a vuoto sono di due tipi diversi, e vanno tenuti separati. Il primo tipo e' fatto di parole che un cliente scrive davvero: "pancia piatta" non trova niente, "gambe gonfie" non trova niente, "buccia d arancia" non trova niente, "cosa mettere per le gambe pesanti la sera" non trova niente, "vorrei un olio per smagliature e buccia d arancia" non trova niente. Per queste cinque non c'e' prova che il negozio abbia la merce corrispondente: possono essere prodotti che il negozio non vende, e in quel caso la ricerca non c'entra. Il secondo tipo e' "90 denari", che non trova niente.

Qui c'e' la prova piu' importante, e riguarda solo il secondo tipo. Le parole di controllo, cioe' le parole singole che il rilevamento ha provato a parte, dicono che quella merce esiste: "denari" da sola trova un prodotto, "olio" da sola trova un prodotto, "coppetta" da sola trova un prodotto, "drenante" da sola trova nove risultati, "emana" da sola ne trova due, "scrubby" da sola ne trova due. Quindi per "90 denari" il catalogo la merce ce l'ha, e la ricerca non la sa trovare quando il cliente la chiede con le sue parole. Non e' un buco di catalogo: e' un guasto della ricerca. Per le altre cinque ricerche a vuoto il controllo non c'e', e il dubbio resta aperto: non si puo' dire ne' che la merce ci sia ne' che manchi.

Le prove

cercache cosa ottiene
"anticellulite"13 risultati, prodotti anticellulite come PantaSlim e PantaFit
"leggings"11 risultati, PantaFit primo
"collant"8 risultati, PantaCell e PantaSlim primi
"olio anticellulite"13 risultati, CelluOil tra i primi
"pancia piatta"0 risultati
"gambe gonfie"0 risultati
"buccia d arancia"0 risultati
"cosa mettere per le gambe pesanti la sera"0 risultati
"vorrei un olio per smagliature e buccia d arancia"0 risultati
"90 denari"0 risultati
"denari" (controllo)1 risultato, PantaCell collant 90 denari
"olio" (controllo)1 risultato, CelluOil

Il conto

Quello che i dati dicono e' questo: 6 ricerche su 24 sono finite a vuoto. Per una di queste, "90 denari", la parola di controllo dimostra che la merce esiste in catalogo: e' un cliente che ha chiesto qualcosa che il negozio ha, e che se ne va senza vederlo. Per le altre cinque non c'e' prova che il negozio abbia la merce, quindi non si sa se siano clienti persi o richieste fuori assortimento. Non ci sono cifre di fatturato nei dati, quindi non se ne aggiungono: il costo si legge nel numero di ricerche che non trovano niente, non in una stima.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente5
tolleranza e forma15
governo dei risultati6
impianto3
totale41 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non viene valutato.

Che cosa si puo' fare

  1. Far capire alla ricerca le parole dei clienti. Oggi "buccia d arancia", "gambe gonfie" e "pancia piatta" non trovano niente, mentre "denari", "olio" e "coppetta" da soli trovano. Vuol dire che la ricerca sa leggere le parole esatte del catalogo ma non le parole con cui la gente chiede la merce. Va fatta arrivare alle stesse pagine anche quando il cliente usa frasi comuni: e' l'intervento con l'effetto piu' grande, perche' tocca le ricerche a vuoto e quelle discorsive.
  1. Riscrivere i nomi dei prodotti che sono codici e nomi di modello, mettendo dentro le parole che un cliente scriverebbe. Vale una volta e serve su tutti i canali insieme.
  1. Sistemare le ricerche discorsive. Frasi come "cosa mettere per le gambe pesanti la sera" e "vorrei un olio per smagliature e buccia d arancia" non trovano niente. Vanno fatte arrivare a una pagina che mostri la merce giusta, non a una pagina vuota.
  1. Controllare le due ricerche deboli. "massaggio linfodrenante" porta a un accessorio e non a un massaggiatore, e "consigli per ridurre il gonfiore alle gambe" mostra prodotti ma non consigli. Sono casi minori, ma dicono che la ricerca va rivista anche quando qualcosa trova.

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