Scheda · Classifica e-commerce

prontospesa.com

https://prontospesa.com/
Posizione
427
Ranking
56
Categoria
alimentare
Aggiornato il
13 ottobre 2026

prontospesa.com

Rilevamento del 13/10/2026. Punteggio: 56 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

Il negozio vende online frutta, verdura, formaggi, latticini, salumi e affettati, surgelati e altri generi alimentari. Le voci del menu mostrano reparti come Frutta e Verdura, con le sottovoci Frutta, Verdura, Frutta Confezionata, Verdura Confezionata e Insalate in Busta; Formaggi, con Al taglio, Confezionati, Grattugiati, A fette, Mozzarelle e Formaggini; Latticini, con Burro e Margarina. I prezzi sono esposti in euro.

I nomi dei prodotti sono in parte scritti in modo comprensibile e in parte no. Alcuni contengono il nome comune dell'alimento, la marca e il formato, come "Crai Insalata Mista Vivace 150g" oppure "Gioiella Burrata Formaggio Fresco 260g". Altri sono codici e sigle che nessun cliente scriverebbe in una barra di ricerca: per esempio "INS.VALERIANA B.S.G80" e "RUCOLA B.S.G80". Chi legge questi ultimi non capisce che si tratta di insalata valeriana e di rucola in busta da 80 grammi.

Perche' conta: un nome che non contiene nessuna parola che un cliente userebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i siti che confrontano i prezzi. E' lo stesso testo che leggono tutti, quindi sistemarlo una volta vale per tutti.

Che cosa succede oggi

La ricerca del negozio risponde in media in 823 millisecondi. Non e' un tempo drammatico, ma e' il tempo che un cliente aspetta prima di vedere se il prodotto che cerca esiste.

Il problema piu' grave riguarda le parole che sono anche nomi di categorie del negozio. Chi cerca "verdura" ottiene come primi risultati cibo per animali con verdura dentro, non verdura per persone: eppure "Verdura" e' una voce del menu, quindi quella merce il negozio ce l'ha per definizione, e una pagina che non la mostra e' un guasto della ricerca, non un buco di catalogo. Lo stesso vale per "formaggi", che restituisce prodotti che contengono formaggio ma non formaggi come prodotto principale, e per "frutta", che porta puree e succhi invece di frutta fresca. Chi cerca "cena veloce" non ottiene cibo: la ricerca restituisce ricariche e accessori per telefonia. Chi cerca "cerco qualcosa per un antipasto veloce" trova qualche antipasto ma anche una ricarica USB.

Il quadro cambia quando il cliente scrive il nome esatto del prodotto. "mozzarella di bufala", "ricotta fresca", "hamburger surgelati", "prosciutto cotto affettato 100g" e "burrata 260g" trovano tutti il prodotto giusto fra i primi risultati. Anche gli errori di battitura vengono assorbiti bene: "mozarella" con una zeta sola porta comunque a mozzarelle fresche, e "insalataa" porta a insalate pronte. La ricerca funziona quando il cliente sa gia' che cosa vuole e come si chiama. Non funziona quando il cliente descrive un bisogno o una categoria.

Le prove

cercache cosa ottiene
"verdura"Primi risultati: cibo per animali con verdura, non verdura per persone
"formaggi"Prodotti che contengono formaggio, non formaggi come prodotto principale
"frutta"Puree e succhi a base di frutta, non frutta fresca
"cena veloce"Ricariche e accessori per telefonia, nessun cibo
"cerco qualcosa per un antipasto veloce"Qualche antipasto, piu' una ricarica USB non pertinente
"mozzarella di bufala"Mozzarella di bufala DOP fra i primi risultati
"ricotta fresca"Ricotta fresca Galbani, Crai e Valcolatte
"burrata 260g"Burrata 260g, corrispondenza esatta
"mozarella" (errore di battitura)Mozzarelle fresche, l'errore viene assorbito
"500g"Molti prodotti da 500g, ma nessun prodotto specifico
"mozzarella" (controllo)36 risultati, mozzarella Fior di Latte e altri formaggi
"hamburger" (controllo)7 risultati, hamburger di vari tipi

Il conto

Su 25 ricerche osservate, 20 hanno dato risultati pertinenti, 3 sono state deboli e 2 sbagliate. Una ricerca, "cena veloce", ha restituito zero risultati. Nessuna ricerca ha chiesto un prodotto che il negozio non vende: le ricerche fuori catalogo sono zero, e tutte le 25 ricerche erano di prodotti che il catalogo poteva soddisfare. Questo significa che il campione non mette alla prova la copertura del catalogo: non possiamo dire se il negozio abbia tutta la merce che i clienti cercano, solo che in questo campione nessuno ha cercato qualcosa che manca.

Le ricerche deboli e sbagliate sono clienti che non trovano quello che cercavano. Non sappiamo quanti di loro se ne vadano e non sappiamo quanto valgano in euro, perche' i dati non lo dicono. Sappiamo che oggi, per esempio, chi cerca "verdura" non vede verdura, anche se la verdura e' una categoria del negozio.

Il punteggio

vocepunti
copertura16
lingua del cliente20
tolleranza e forma20
governo dei risultati0
impianto0
totale56 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 44 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non si vedono dall'esterno. Per esempio non si puo' sapere se la descrizione di un prodotto entri nella ricerca, se la ricerca capisca il significato delle frasi, se i filtri siano utili e leggibili, o se l'ordinamento e le fasce di prezzo funzionino. Questi punti non sono ne' guadagnati ne' persi: semplicemente non sono verificabili da fuori.

Che cosa si puo' fare

  1. Far capire alla ricerca che "verdura", "formaggi" e "frutta" sono categorie del negozio. Oggi chi cerca "verdura" trova cibo per animali. Le voci di menu del negozio contengono gia' "Frutta e Verdura", "Formaggi", "Frutta", "Verdura": quando un cliente scrive una di queste parole, la ricerca deve portare alla pagina di quella categoria, non a prodotti che contengono quella parola per caso. E' il guasto piu' grave emerso dal rilevamento, perche' la merce esiste e la ricerca non la trova.
  1. Riscrivere i nomi dei prodotti che oggi sono codici. I nomi come "INS.VALERIANA B.S.G80" e "RUCOLA B.S.G80" vanno riscritti mettendo prima il nome comune dell'alimento e poi marca e formato: "INS.VALERIANA B.S.G80" deve diventare "Insalata Valeriana in busta 80g". E' lo stesso testo che leggono la ricerca del sito, Google e i siti che confrontano i prezzi, quindi correggerlo una volta vale per tutti.
  1. Collegare le frasi descrittive alle categorie giuste. Chi cerca "cena veloce" o "antipasto veloce" sta descrivendo un bisogno, non un prodotto. Oggi la ricerca restituisce ricariche telefoniche. Serve un elenco di frasi comuni associate alle categorie giuste, cosi' che "cena veloce" porti a surgelati e piatti pronti invece che a accessori per il telefono.
  1. Controllare i risultati della ricerca per le parole di categoria almeno una volta al mese. Le parole di controllo mostrano che il catalogo ha la merce: "mozzarella" da sola trova 36 prodotti, "hamburger" ne trova 7, "ricotta" ne trova 27. Il problema e' solo come la ricerca li ordina e li presenta. Un controllo periodico delle parole di categoria permette di accorgersi subito se una categoria smette di funzionare.

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