Scheda · Classifica e-commerce
pharmangelini.com
https://pharmangelini.com/- Posizione
- 354
- Ranking
- 57
- Categoria
- farmacie
- Aggiornato il
- 8 ottobre 2026
pharmangelini.com
Rilevamento dell'8 ottobre 2026. Punteggio: 57 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".
Che cosa c'e' sugli scaffali
I reparti aperti mostrano merce in tre sezioni: "Farmaci e sanitari", "Cavo orale" e "Autodiagnostici". Le altre voci di menu ("Stato ordini", "Ciao. Registrati qui Il tuo Account", "Comincia qui", "Il tuo Account", "Il tuo ordine") non contengono prodotti: sono pagine di servizio, non reparti, e una pagina vuota li' e' corretta.
Dai nomi dei prodotti letti in queste sezioni si vede una cosa: molti sono scritti come codici e sigle, non come li scriverebbe un cliente. Alcuni esempi letti nei reparti: "EUS1C EUSCAR CER CICATR 2,5X10", "LACTOMUR POLV FL 100G", "CER ROC LEUKOSILK 2,5X500CM". Un nome cosi' non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe in una barra di ricerca. E' lo stesso testo che leggono tutti i canali che mostrano il prodotto, quindi correggerlo una volta vale per tutti, e non correggerlo costa su tutti.
Non risulta da questo rilevamento se il negozio venda anche su altri canali oltre al proprio sito.
Che cosa succede oggi
La ricerca del negozio risponde quasi sempre, e su 25 ricerche provate 21 hanno dato risultati pertinenti. Corregge gli errori di battitura ("cerotoo" diventa "cerotti", "termometroo" diventa "termometri"). Alcune frasi discorsive restituiscono risultati pertinenti: chi scrive "ho bisogno di un cerotto per una ferita" vede i cerotti. Questo funziona.
Il guasto e' altrove. In tre casi su 25 la ricerca ha restituito merce sbagliata, senza dirlo. Chi cerca "sonda vescicale 16 ch" ottiene sonde per alimentazione e pannoloni. Chi cerca "mi serve qualcosa per l'incontinenza notturna" ottiene una mascherina notturna. Chi cerca "20 cm" ottiene prodotti omeopatici. In questi casi il cliente vede prodotti che non c'entrano, e non un messaggio che gli dica che la ricerca non ha trovato quello che cercava.
Il dato piu' importante e' un altro. Le parole di controllo, cioe' la parola singola presa da una ricerca piu' lunga, servono a capire se la merce esiste in catalogo. "cerotto" da solo trova prodotti, "garza" da sola trova prodotti, "spazzolino" da solo trova prodotti. Ma "garza sterile 10 cm" resta debole, senza un prodotto preciso in vista: il catalogo le garze le ha, la ricerca non le sa mostrare. Lo stesso vale per "digitale", "bracciale" e "trasparente": da sole danno risultati deboli, generici, non il prodotto preciso. In questi casi il catalogo la merce ce l'ha, la ricerca non la sa mostrare. Questo non e' un buco di catalogo: e' un guasto della ricerca.
Le prove
| cerca | che cosa ottiene |
|---|---|
| "cerotto elastico" | pertinente, mostra la categoria Cerotti con 126 prodotti |
| "garza sterile 10 cm" | debole, categorie e filtri ma nessun prodotto preciso in vista |
| "sonda vescicale 16 ch" | sbagliato, mostra sonde per alimentazione e pannoloni |
| "mi serve qualcosa per l'incontinenza notturna" | sbagliato, mostra mascherina notturna e altri prodotti non per incontinenza |
| "20 cm" | sbagliato, mostra prodotti omeopatici e medicazioni, non misure da 20 cm |
| "cerotoo" | pertinente, corregge in cerotti e mostra cerotti |
| "termometroo" | pertinente, corregge in termometri e mostra termometri |
| "cerotto" (controllo) | pertinente, il catalogo i cerotti li ha |
| "garza" (controllo) | pertinente, il catalogo le garze le ha |
| "spazzolino" (controllo) | pertinente, il catalogo gli spazzolini li ha |
| "bracciale" (controllo) | debole, il primo risultato e' un bracciale citronella, non quello ortopedico |
| "trasparente" (controllo) | debole, prodotti generici, non quello richiesto |
Il conto
Su 25 ricerche provate, 21 hanno dato risultati pertinenti, 3 hanno dato la merce sbagliata e 1 e' risultata debole. Nessuna ricerca e' rimasta vuota, e nessuna ha chiesto un prodotto che il negozio non vende: tutte e 25 potevano essere soddisfatte dal catalogo. Questo significa che le ricerche sbagliate sono ricerche che il negozio poteva soddisfare e non ha soddisfatto. Non si stima qui quanto fatturato si perde: i dati dicono quante ricerche sbagliano, non quanto valgono.
Il punteggio
| voce | punti |
|---|---|
| copertura | 16 |
| lingua del cliente | 20 |
| tolleranza e forma | 15 |
| governo dei risultati | 0 |
| impianto | 6 |
| totale | 57 su 100 |
Il punteggio e' una soglia minima: 28 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non si vedono dall'esterno (per esempio se la descrizione di prodotto entri nella ricerca, o se i filtri siano utili). Il voto vero puo' essere piu' alto, non piu' basso.
Che cosa si puo' fare
- Riscrivere i nomi dei prodotti che oggi sono solo codici, mettendo dentro le parole che un cliente scriverebbe. "EUS1C EUSCAR CER CICATR 2,5X10" deve diventare qualcosa come "cerotto cicatrizzante 2,5x10 cm". E' il lavoro che rende di piu', perche' lo stesso testo migliora la ricerca del sito e tutti i canali che mostrano il prodotto in una volta sola.
- Sistemare la ricerca quando non capisce. Oggi, se una parola non ha corrispondenza, il sistema mostra comunque prodotti che non c'entrano. Meglio mostrare un messaggio chiaro ("non abbiamo trovato questo, ecco le categorie vicine") invece di merce sbagliata: il cliente capisce che il negozio non ce l'ha, invece di pensare che il negozio sia disordinato.
- Controllare le ricerche con piu' parole, come "garza sterile 10 cm" e "sonda vescicale 16 ch". Le parole singole funzionano, le frasi lunghe no: c'e' uno scarto da chiudere, e sono le ricerche di chi sa gia' che cosa vuole, quindi di chi e' pronto a comprare.
- Chiedere al fornitore della ricerca (Doofinder) il perche' del tempo di risposta: la chiamata osservata impiega 1274 ms, piu' di un secondo. Il dato e' su una sola chiamata, quindi non dice se sia un caso isolato o la norma, ma vale la pena verificarlo.
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