Scheda · Classifica e-commerce
miraclestore.it
https://miraclestore.it/- Posizione
- 773
- Ranking
- 51
- Categoria
- moda
- Aggiornato il
- 10 ottobre 2026
miraclestore.it
Rilevamento del 10/10/2026. Punteggio: 51 su 100, fascia: funziona per chi sa gia' il nome.
Che cosa c'e' sugli scaffali
I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: "NUOVI ARRIVI", "T-shirt", "Sandali" e un quarto reparto il cui nome coincide con quello di un prodotto. In tutti e quattro c'e' merce dentro: nessuno risulta vuoto, quindi non c'e' nessuna pagina vuota da segnalare come guasto. La' c'e' merce e la pagina la mostra.
Il problema non e' la quantita' ma come sono scritti i nomi. Su 51 nomi di prodotto letti dai reparti, 15 (il 29%) non contengono nessuna parola che un cliente scriverebbe: sono codici e nomi di modello. Esempi veri sono "GILET CANDY" e "MAGLIONE LINDA". Un cliente che cerca "gilet di lana" o "maglione di lana" non scrive ne' "CANDY" ne' "LINDA", e quei prodotti restano invisibili.
Perche' conta: un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori. E' lo stesso testo che leggono tutti, quindi correggerlo una volta vale per tutti i canali.
Che cosa succede oggi
Nel traffico osservato non e' stato visto nessun motore di ricerca esterno: risponde la ricerca nativa della piattaforma, e la chiamata impiega 187 millisecondi di mediana. La velocita' non e' il problema. Il problema e' che cosa restituisce. Su 25 ricerche osservate, 18 sono pertinenti, 4 deboli, 2 vuote e 1 sbagliata. Le due ricerche vuote sono entrambe discorsive: "vorrei un regalo per la mia ragazza" e "cosa mi metto per una cena fuori" non hanno prodotto nessun risultato. Sono frasi che un cliente scrive quando non sa il nome del capo.
Il caso piu' importante e' "gonna cerimonia": la ricerca ha mostrato vestiti, non gonne. Ma la parola di controllo chiude il dubbio: "gonna" da sola trova 13 prezzi e i primi risultati sono gonne. Quindi le gonne in catalogo ci sono, e la ricerca non le sa collegare alla parola "cerimonia". Diverso il caso di "porcellana": da sola restituisce 9 prezzi che sono vestiti e jeans, quindi la ricerca sbaglia; ma "jeans porcellana" trova JEANS PORCELAIN come primo risultato. Quello che succede dentro la ricerca quando legge "porcellana" non e' visibile dall'esterno, e non lo affermo.
Le parole di controllo dicono anche dove il catalogo non ha colpa: "maglia", "gonna", "cardigan", "maglione" e "skinny" da sole trovano tutte merce pertinente. Quindi quando una ricerca composta come "maglione lana taglia m" non specifica la lana o la taglia, non e' un buco di catalogo: e' la ricerca che non sa leggere gli attributi in piu'.
Le prove
| cerca | che cosa ottiene |
|---|---|
| "gonna cerimonia" | 10 prezzi, ma mostra vestiti e non gonne |
| "gonna" (controllo) | 13 prezzi, i primi risultati sono gonne |
| "porcellana" (controllo) | 9 prezzi, ma sono vestiti e jeans, non porcellana |
| "jeans porcellana" | 2 prezzi, JEANS PORCELAIN come primo risultato |
| "felpa con cappuccio" | 18 prezzi, primo risultato felpa poi maglioni e altri capi |
| "giacca di jeans" | 13 prezzi, mostra giacche ma non specifica jeans |
| "gonna lunga taglia s" | 11 prezzi, mostra gonne ma non lunga ne' taglia S |
| "vorrei un regalo per la mia ragazza" | nessun risultato |
| "cosa mi metto per una cena fuori" | nessun risultato |
| "qualcosa di comodo per tutti i giorni" | un solo risultato, un pantaloncino, poco chiaro |
| "maglone di lana" (errore) | 10 prezzi, primi risultati maglioni |
| "stivalli in pelle" (errore) | 24 prezzi, primi risultati stivali |
Il conto
Quello che i dati dicono e' questo: su 25 ricerche, 2 non hanno prodotto nessun risultato e 4 sono state deboli, cioe' hanno mostrato qualcosa di solo vagamente attinente. Le due ricerche vuote sono frasi di clienti che non conoscevano il nome del capo: quel cliente non ha ricevuto nessuna risposta e se ne e' andato senza comprare. Le ricerche deboli hanno invece ricevuto una risposta confusa, con capi non richiesti in mezzo. Non ci sono cifre di fatturato in questi dati e non ne invento: il costo e' quello che si vede, cioe' clienti arrivati alla barra di ricerca e rimandati indietro a mani vuote o con la merce sbagliata.
Il punteggio
| voce | punti |
|---|---|
| copertura | 12 |
| lingua del cliente | 10 |
| tolleranza e forma | 20 |
| governo dei risultati | 6 |
| impianto | 3 |
| totale | 51 su 100 |
Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non viene valutato.
Che cosa si puo' fare
- Riscrivere i nomi dei 15 prodotti su 51 che oggi contengono solo codici e nomi di modello, aggiungendo la parola che il cliente userebbe: "GILET CANDY" diventa per esempio "GILET CANDY in lana". E' l'intervento con l'effetto piu' largo, perche' lo stesso testo lo leggono la ricerca del sito, Google e i comparatori.
- Far capire alla ricerca che "gonna cerimonia" deve restituire gonne. Oggi la parola "gonna" da sola trova 13 prezzi, quindi la merce c'e': manca il collegamento tra la categoria e la parola in piu'. E' un caso diverso da "giacca di jeans" e da "gonna lunga taglia s", che sono deboli ma non sbagliate, e vanno guardati a parte.
- Controllare che cosa succede quando la ricerca non capisce una parola come "porcellana": oggi restituisce vestiti e jeans, che non c'entrano. Meglio dire chiaramente che non c'e' niente, invece di mostrare merce a caso.
- Guardare le due ricerche discorsive che oggi non danno nessun risultato, "vorrei un regalo per la mia ragazza" e "cosa mi metto per una cena fuori": sono clienti che non sanno il nome del capo e oggi non ricevono niente.
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