Scheda · Classifica e-commerce

gpracingapparels.com

https://gpracingapparels.com/
Posizione
560
Ranking
54
Categoria
moda
Aggiornato il
11 ottobre 2026

gpracingapparels.com

Rilevamento dell'11/10/2026. Punteggio: 54 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

Il negozio ha merce in quattro reparti su sei. I reparti "Baby & Kids", "Pedro Acosta", "Ducati Dual Monster Energy" e "New Alpinestars Collection" contengono prodotti. I reparti "Terms and conditions" e "Contact us" non contengono prodotti: sono pagine informative, non scaffali, e la loro assenza di merce e' corretta.

Sui nomi dei prodotti letti, il conto dei nomi muti e' zero su 69, cioe' nessuno dei nomi letti e' fatto solo di codici e sigle. Due esempi veri presi dai reparti: "Marc Marquez 93 Baby Bodysuit - Official MotoGP" e "Alpinestars Linear Wordmark 2.0 T-Shirt - White". Questo conta perche' un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori: e' lo stesso testo che leggono tutti.

Il negozio vende anche fuori dal proprio sito? I dati non lo dicono, quindi non si afferma.

Che cosa succede oggi

La ricerca del sito risponde in fretta, 182 millisecondi in media, e su 24 ricerche provate nessuna e' tornata vuota. Le ricerche semplici funzionano: "abbigliamento" mostra 14 prodotti, "cappellini" ne mostra 7, "accessori" ne mostra 20. Anche le ricerche di due e tre parole vanno bene: "t-shirt uomo" trova 14 prodotti, "body neonato" ne trova 20, "cappellino trucker nero" ne trova 6.

I problemi sono altrove. La ricerca fatica con le parole che i clienti usano quando non conoscono il nome esatto del prodotto. Chi scrive "maglietta" ottiene 1 prodotto, e non nei primi posti, mentre chi scrive "t-shirt" ne ottiene 14: sono la stessa cosa, ma il negozio tratta le due parole in modo diverso. Chi scrive "tutina" ottiene 10 risultati che sono tute per neonati e felpe, non tutine intere. Chi cerca "cerco un cappellino da mettere sotto il casco" ottiene 3 risultati generici.

C'e' poi il caso di "cotone". La parola da sola da' esito sbagliato: 18 risultati che non hanno a che fare con il materiale. Le ricerche composte che la contengono, "t-shirt cotone" e "body neonato cotone", danno invece risultati pertinenti. Il cotone non e' un prodotto, e' una caratteristica, e la ricerca non lo tratta come tale quando e' scritto da solo. E' un limite della ricerca, non merce mancante: il catalogo non deve avere un reparto "cotone".

Le prove

cercache cosa ottiene
"abbigliamento"14 prodotti, cappellini felpe e t-shirt
"cappellini"7 prodotti, cappellini nei primi posti
"body neonato"20 prodotti, body per neonati
"t-shirt nera oversize"12 prodotti, t-shirt oversize nere
"maglietta"1 prodotto, non nei primi posti, uno esaurito
"tutina"10 prodotti, tute e felpe, non tutine intere
"cerco un cappellino da mettere sotto il casco"3 prodotti, cappellini generici
"vorrei un regalo per un bambino appassionato di moto"13 prodotti, articoli per bambini a tema moto
"cappelino"7 prodotti, cappelli: l'errore di battitura non blocca
"cotone"18 prodotti, nessuno pertinente al materiale
"shirt"10 prodotti, t-shirt
"trucker"11 prodotti, cappellini trucker

Il conto

Su 24 ricerche provate, 21 hanno dato risultati pertinenti, 3 sono state deboli e nessuna e' tornata vuota. Le tre deboli sono "maglietta", "tutina" e la ricerca del cappellino da mettere sotto il casco. Sono i casi in cui un cliente che non conosce il nome esatto del prodotto non arriva al prodotto giusto. Non ci sono dati per dire quanti clienti siano, ne' quanto valgano in denaro: i dati dicono solo che queste tre ricerche, oggi, non portano al prodotto giusto.

Il punteggio

vocepunti
copertura16
lingua del cliente15
tolleranza e forma20
governo dei risultati0
impianto3
totale54 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: i punti che il rilevamento non ha potuto verificare sono 28 su 100, e non vengono assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non si puo' giudicare. Fra le cose non verificabili dall'esterno ci sono i filtri delle pagine di ricerca, che non sono stati osservati in nessuna delle pagine che hanno restituito prodotti, e alcuni aspetti del funzionamento interno della ricerca che dall'esterno non si possono osservare.

Che cosa si puo' fare

  1. Far capire alla ricerca che "maglietta" e "t-shirt" sono la stessa cosa, e cosi' "tutina" e "tuta intera". Oggi chi usa la parola comune trova poco o niente, chi usa la parola inglese trova tutto. E' l'intervento con l'effetto piu' immediato, perche' riguarda le parole che i clienti scrivono per prime.
  1. Trattare le caratteristiche, come il colore e il materiale, come parole che possono accompagnare un prodotto. Oggi "cotone" da solo da' esito sbagliato, "nera" da sola funziona. Se un cliente cerca "cotone" perche' vuole una maglietta di cotone, il negozio deve potergliela mostrare.
  1. Scrivere nei nomi dei prodotti le parole che i clienti usano davvero. Vale una volta sola e serve sia la ricerca del sito sia Google sia i comparatori.
  1. Controllare che i filtri delle pagine di ricerca siano visibili e utili: oggi non se ne sono visti, quindi non si sa se un cliente puo' restringere i risultati. E' un lavoro da fare con chi gestisce il negozio, perche' dall'esterno non si puo' verificare.

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