Scheda · Classifica e-commerce

feelyourlook.com

https://feelyourlook.com/
Posizione
315
Ranking
58
Categoria
salute bellezza
Aggiornato il
8 ottobre 2026

feelyourlook.com

Rilevamento dell'8 ottobre 2026. Punteggio: 58 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

Il negozio tratta cosmetici per capelli. I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: "Campioncini Omaggio", "Capelli", "Cera per capelli" e "Olio per capelli". In tutti e quattro c'e' merce dentro, quindi nessuno scaffale va segnalato come vuoto: la' dove non c'e' niente, la pagina vuota e' corretta e non e' una falla.

Dentro i reparti si vedono marche note del settore, come ALFAPARF MILANO, KERASTASE, L'OREAL PROFESSIONNEL, WELLA, OLAPLEX, NIOXIN, AMERICAN CREW e SOLARIUM. Il problema non e' la merce, e' come sono scritti i nomi. Alcuni nomi letti sono fatti solo di una parola sola, spesso il nome della marca o un codice: "SOLARIUM", "NIOXIN", "OLAPLEX", "TEN SCIENCE". Un nome cosi' fatto non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe per cercare quel prodotto.

Perche' conta: un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori. E' lo stesso testo che leggono tutti, quindi se non dice che cosa e' il prodotto, nessuno dei tre lo trova.

Non risulta da questo rilevamento dove il negozio venda oltre al proprio sito, quindi non si puo' dire se la stessa merce passi anche da altri canali.

Che cosa succede oggi

La ricerca del negozio funziona quando il cliente scrive una parola che c'e' gia' nel nome del prodotto. Le ricerche "shampoo", "olio", "cera", "balsamo", "spray" e "crema per capelli" trovano tutte risultati pertinenti, e anche le ricerche composte come "shampoo capelli ricci" o "lacca capelli forte" portano a prodotti adatti. Anche gli errori di battitura vengono perdonati: "shampo" e "maschera per capeli" trovano comunque shampoo e maschere.

Il punto debole e' quando il cliente scrive una frase intera, come farebbe parlando. La ricerca "come faccio a far durare la piega piu a lungo" e' finita su sieri, oli e creme per il viso, cioe' su prodotti che non c'entrano con il fissare la piega. E' l'unica ricerca del rilevamento segnata come sbagliata, ma e' anche il tipo di frase che un cliente scrive quando non sa il nome del prodotto che cerca. Altre frasi discorsive sono andate meglio: "cosa posso usare per capelli crespi e secchi" e "qualcosa per dare volume ai capelli senza appesantirli" hanno trovato prodotti adatti.

Tre ricerche sono risultate deboli, cioe' hanno mostrato qualcosa di correlato ma non esattamente quello che si cercava: "olio capelli fini 100 ml", "gel capelli ricci 150 ml" e "siero". In quest'ultimo caso il primo risultato e' un siero per capelli, ma molti altri risultati mostrati sono sieri per il viso. La ricerca "strisce led adesive" e' fuori catalogo: il negozio vende cosmetici, non strisce LED, quindi li' non c'e' nessuna falla, semplicemente quel prodotto non esiste da queste parti.

Le prove

cercache cosa ottiene
"shampoo"shampoo di marche note
"olio"oli per capelli
"cera"cere per capelli
"shampoo capelli ricci"shampoo specifici per capelli ricci
"lacca capelli forte"lacche a tenuta forte
"olio capelli fini 100 ml"nessun risultato esatto, solo oli generici
"gel capelli ricci 150 ml"un gel per ricci senza il formato 150 ml, poi shampoo e categorie
"siero"un siero per capelli, ma molti risultati mostrati sono sieri per il viso
"come faccio a far durare la piega piu a lungo"sieri, oli e creme per il viso
"shampo"shampoo di varie marche, nonostante il refuso
"maschera per capeli"maschere per capelli, nonostante il refuso
"strisce led adesive"nessun prodotto: il negozio non vende strisce LED

Il conto

Su 23 ricerche, 18 hanno dato risultati pertinenti, 3 sono state deboli, 1 sbagliata e 1 fuori catalogo. Nessuna ricerca e' tornata completamente vuota. Il dato che pesa e' un altro: 22 ricerche su 23 riguardavano merce che il catalogo poteva soddisfare, e in un caso la ricerca ha risposto con prodotti di un'altra categoria, il viso invece dei capelli. Una ricerca che porta il cliente sulla cosa sbagliata e' un cliente che non trova quello che cercava e se ne va senza comprare. Non ci sono qui i numeri per dire quanti clienti siano andati persi o quanto sia costato: i dati dicono solo quante ricerche hanno funzionato e quante no.

Il punteggio

vocepunti
copertura16
lingua del cliente15
tolleranza e forma15
governo dei risultati6
impianto6
totale58 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 25 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non e' possibile verificarli dall'esterno, per esempio l'utilita' dei filtri, la leggibilita' delle etichette, l'ordinamento, le fasce di prezzo, il tempo di risposta e se la descrizione di prodotto entri nella ricerca.

Che cosa si puo' fare

  1. Riscrivere i nomi dei prodotti che oggi sono solo codici o nomi di modello, aggiungendo le parole che il cliente userebbe. "SOLARIUM" o "TEN SCIENCE" da soli non dicono niente a nessuno; se accanto compare che cosa sono e per quali capelli servono, la stessa correzione vale per la ricerca del sito, per Google e per i comparatori in una volta sola.
  1. Far si' che le frasi intere portino al reparto giusto. Oggi "come faccio a far durare la piega piu a lungo" porta a prodotti per il viso: chi scrive cosi' cerca qualcosa per fissare la piega, e la ricerca dovrebbe portarlo li'.
  1. Controllare i formati. Le ricerche "olio capelli fini 100 ml" e "gel capelli ricci 150 ml" non trovano la misura richiesta: vale la pena verificare che il formato sia scritto nel nome o nella scheda del prodotto, cosi' che la ricerca lo possa leggere.

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