Scheda · Classifica e-commerce
farmacialaschiana.it
https://farmacialaschiana.it/- Posizione
- 60
- Ranking
- 60
- Categoria
- farmacie
- Aggiornato il
- 4 ottobre 2026
farmacialaschiana.it
Rilevamento del 04/10/2026. Punteggio: 60 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".
Che cosa c'e' sugli scaffali
Le voci di menu del negozio sono diciotto: Cavo orale, Acidita' di stomaco, Disturbi gastrointestinali, Costipazione, Vitamine, Vasoprotettori, Antimicotici, Antisettici e disinfettanti, Antimicrobici, Antiinfiammatori, Analgesici, Altro per il sistema nervoso, Decongestionanti nasali, Tosse e raffreddamento, Altri preparati, Tinture madri, Macerati glicerici, Oli essenziali. Questo rilevamento non ha aperto i reparti uno per uno, quindi non possiamo dire quanta merce contenga ciascuno ne' se qualcuno sia vuoto: quello che sappiamo viene dalle ricerche, e lo raccontiamo piu' sotto.
Quello che le ricerche mostrano e' che la merce c'e' e risponde alle parole dei clienti. "spray" da solo trova 1002 risultati, "pastiglie" 445, "granuli" 417, "nasale" 401, "tintura" 284, "ovuli" 268. Sono le parole di controllo, cioe' la parola singola presa da una ricerca piu' lunga: servono a stabilire se un genere di merce esiste in catalogo. In tutti e sei i casi esiste, e in quantita'.
Il punto debole non e' la quantita', e' come sono scritti i nomi. Le ricerche che contengono un nome commerciale o una sigla non portano da nessuna parte: "cavo orale" restituisce prodotti per alito e gola, "strisce led adesive" restituisce strisce reattive per il diabete. Un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori di prezzi: e' lo stesso testo che leggono tutti, e se non contiene le parole del cliente resta invisibile ovunque.
Questo rilevamento non ha trovato traccia che il negozio venda anche su altri canali oltre al proprio sito. Non lo affermiamo e non lo escludiamo: semplicemente non risulta dai dati. Se in futuro la stessa merce finisse su eBay, Amazon o Trovaprezzi, varrebbe la stessa regola: quei canali leggono lo stesso testo del prodotto, quindi correggerlo una volta vale per tutti, e non correggerlo costa su tutti.
Che cosa succede oggi
Su 25 ricerche provate, 21 hanno dato risultati pertinenti, 2 deboli e 2 sbagliati. Nessuna e' finita a vuoto e nessuna ha chiesto un prodotto che il catalogo non poteva soddisfare: tutte le 25 ricerche erano alla portata del catalogo. Il tempo mediano di risposta e' 24 millisecondi, quindi la ricerca e' veloce. Nel traffico osservato non compare nessun motore di ricerca esterno: risponde la ricerca del negozio.
I due casi sbagliati sono i piu' istruttivi, e sono diversi fra loro. Cercando "cavo orale" arrivano 207 risultati che parlano di alito e gola, non di cavo orale. Qui la prova e' netta: "cavo orale" e' una voce di menu del negozio, quindi quella merce esiste per definizione, e una ricerca che non la trova e' un guasto della ricerca, non un buco di catalogo. Cercando "strisce led adesive" arrivano 19 risultati che sono strisce reattive per il diabete. Qui invece non abbiamo una parola di controllo ("strisce" da sola, o "led") che ci dica se quel genere di merce esista in catalogo: i dati non permettono di distinguere fra merce assente e ricerca che sbaglia, e non lo affermiamo.
I due casi deboli riguardano il linguaggio comune. Chi scrive "mal di pancia" riceve 23 risultati per pancia piatta o drenanti, non per il mal di pancia. Chi scrive "puntini rossi sulla pelle" riceve 8 risultati per pelle sensibile e persino un orecchino fuori contesto. In entrambi i casi la ricerca non ha capito il sintomo. Va detto pero' che il linguaggio comune funziona bene altrove: "mal di gola" trova 105 risultati pertinenti, "bruciore alla bocca dello stomaco" 49, "raffreddore" 116, e le frasi intere come "ho la gola infiammata e non riesco a deglutire" trovano 2 risultati giusti.
Le prove
| cerca | che cosa ottiene |
|---|---|
| "cavo orale" | 207 risultati su alito e gola, non cavo orale: la voce di menu esiste, la ricerca sbaglia |
| "strisce led adesive" | 19 risultati di strisce reattive per diabete: senza parola di controllo non si distingue fra merce assente e ricerca che sbaglia |
| "mal di pancia" | 23 risultati per pancia piatta o drenanti, non per il mal di pancia |
| "puntini rossi sulla pelle" | 8 risultati per pelle sensibile, un orecchino fuori contesto |
| "ho la gola infiammata e non riesco a deglutire" | 2 risultati di pastiglie per gola infiammata, pertinenti |
| "mi sento la pancia gonfia e ho difficolta a digerire" | 3 risultati per gonfiore e digestione, pertinenti |
| "pastiglie per la golla" | 376 risultati di pastiglie per la gola, il refuso non blocca |
| "spray per il naso chiuso 15 ml" | 198 risultati di spray nasali da 15 ml |
| "ovuli" (controllo) | 268 risultati di ovuli vaginali |
| "granuli" (controllo) | 417 risultati di granuli omeopatici |
| "tintura" (controllo) | 284 risultati, tinture per capelli e tinture madri |
| "nasale" (controllo) | 401 risultati di spray e gel nasali |
Il conto
Le ricerche a vuoto sono clienti che se ne vanno, ma qui non ce ne sono: nessuna delle 25 ricerche provate e' finita senza risultati. Il costo, in questo negozio, non e' la ricerca vuota: e' la ricerca che risponde male. Due ricerche su 25 hanno portato il cliente su merce sbagliata ("cavo orale", "strisce led adesive") e due su 25 su merce solo vagamente vicina ("mal di pancia", "puntini rossi sulla pelle"). Sono quattro clienti su 25 che hanno chiesto una cosa e ne hanno vista un'altra. Non aggiungiamo stime di fatturato: i dati dicono questo e non di piu'.
Il punteggio
| voce | punti |
|---|---|
| copertura | 16 |
| lingua del cliente | 20 |
| tolleranza e forma | 15 |
| governo dei risultati | 6 |
| impianto | 3 |
| totale | 60 su 100 |
Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non si puo' verificare. Le voci che restano fuori sono tre: il governo dei risultati (11 punti), perche' dall'esterno non si vedono l'utilita' dei filtri, la leggibilita' delle etichette, l'ordinamento e le fasce di prezzo; l'impianto (11 punti in totale), perche' dall'esterno non si vede che cosa entri esattamente nella ricerca ne' come il negozio tratti le parole; e una parte di impianto (2 punti) che riguarda cose interne all'indice. Il punteggio non e' un voto pieno: e' il minimo che si puo' dire guardando solo da fuori.
Che cosa si puo' fare
- Riscrivere i nomi dei prodotti che oggi sono solo codici o sigle. Un nome come "Abimono*1 Ov Vag 600Mg" deve contenere le parole che scrive un cliente, per esempio "ovulo vaginale". E' l'intervento con l'effetto piu' largo: vale per la ricerca del sito, per Google e per i comparatori insieme.
- Controllare il caso "cavo orale". La voce di menu esiste e la merce pure, ma la ricerca restituisce alito e gola: e' un guasto della ricerca, non un buco di catalogo, e va corretto perche' il cliente che cerca quella categoria deve trovare quella categoria.
- Guardare le due ricerche deboli sul linguaggio comune, "mal di pancia" e "puntini rossi sulla pelle". Sono le uniche due, su 25, in cui il cliente scrive un disturbo e riceve merce vicina ma non giusta. Vale la pena capire perche' quelle due non funzionano mentre "mal di gola" e "raffreddore" funzionano.
- Verificare dall'interno le voci che non abbiamo potuto misurare: filtri, ordinamento, che cosa entra nella ricerca. Sono 22 punti su 100 che restano fuori dal punteggio solo perche' non si vedono da fuori.
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