Scheda · Classifica e-commerce

cristianoshop.com

https://cristianoshop.com/
Posizione
536
Ranking
48
Categoria
moda
Aggiornato il
8 ottobre 2026

cristianoshop.com

Rilevamento del 08/10/2026. Punteggio: 48 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: "UOMO", "Jeans Uomo", "Infradito e ciabatte uomo" e "Accessori". In ognuno di questi reparti sono stati letti dei prodotti, e in ognuno la pagina mostra merce. Non risulta da questi dati nessun reparto aperto con la pagina vuota.

Il problema piu' grosso sta in come sono scritti i nomi dei prodotti. Sui nomi letti dai reparti, la maggior parte non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe per cercare quella merce: sono codici e nomi di modello. Gli esempi veri sono "T-Shirt e Polo uomo", "Sneakers Uomo", "Giacche e Bomber Uomo", "Sandalo". Un nome fatto cosi' non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori di prezzi: e' lo stesso testo che leggono tutti, e se non contiene le parole del cliente nessuno di loro lo sa collegare a quello che la gente cerca.

Oltre al proprio sito, il negozio dichiara di vendere su Amazon. Non risulta da questi dati se a vendere sia il negozio stesso o un rivenditore, e quindi non lo affermo. Raccoglie recensioni con Trusted Shops.

Che cosa succede oggi

Nel traffico osservato non e' stato visto nessun motore di ricerca esterno: la barra di ricerca del sito risponde da sola. Su 24 ricerche provate, 17 hanno dato risultati pertinenti, 6 sono state deboli, 1 sbagliata e nessuna e' rimasta vuota. Il catalogo poteva soddisfare tutte e 24 le ricerche: non c'e' nessuna ricerca che chiedesse merce che il negozio non vende.

Il fatto principale e' che la ricerca funziona bene quando il cliente scrive una parola sola o due parole semplici, e scivola quando la richiesta si fa precisa. "jeans", "felpa", "sneakers", "costume", "camicia", "pantaloni" da soli trovano tutti prodotti veri: sono le parole di controllo, e dicono che quel genere di merce il negozio ce l'ha. Ma appena il cliente aggiunge un dettaglio, la ricerca perde il filo: "camicia uomo taglia 42" mostra camicie ma non in taglia 42, "pantaloni uomo 48" mostra pantaloni ma non in taglia 48, "giacca uomo 50" arriva a mostrare sneakers e gift card invece di giacche. Le taglie che il cliente scrive non vengono usate per filtrare.

C'e' poi un caso che va letto con attenzione, perche' sembra un buco di catalogo e non lo e'. La ricerca "pantaloni corti" mostra pantaloni lunghi: la parola "pantaloni" da sola trova 52 prodotti, quindi i pantaloni ci sono, ed e' la ricerca a non saper distinguere i corti dai lunghi. Stessa cosa per le ricerche discorsive: "cerco un regalo per mio marito" porta risultati per bambini e "qualcosa per coprirsi quando fa freddo" porta capi estivi, mentre "vorrei un paio di scarpe comode per camminare" e "mi serve una borsa capiente per il lavoro" funzionano.

Le prove

cercache cosa ottiene
"camicia uomo taglia 42"camicie uomo, ma non in taglia 42: mostra L, M, S, XL
"pantaloni uomo 48"pantaloni uomo, ma senza la taglia 48
"giacca uomo 50"sneakers e gift card, non giacche taglia 50
"pantaloni corti"pantaloni lunghi
"cerco un regalo per mio marito"primi risultati per bambini
"qualcosa per coprirsi quando fa freddo"primi risultati estivi
"felpa cotone"felpe e cotone, ma non una felpa di cotone nei primi posti
"scarpe uomo 43"scarpe uomo disponibili in taglia 43
"vorrei un paio di scarpe comode per camminare"sneakers adatte a camminare
"mi serve una borsa capiente per il lavoro"borse tote capienti
"sneacker"sneakers, l'errore di battitura non blocca
"felpaa"felpe, l'errore di battitura non blocca

Il conto

Quello che i dati dicono e' questo: su 24 ricerche, 6 sono deboli e 1 sbagliata. Le ricerche deboli e sbagliate sono clienti che hanno scritto quello che volevano e non hanno ricevuto quello che cercavano: nel caso delle taglie, per esempio, il cliente chiede la 42 e si vede proporre la L, la M, la S e la XL. Non e' un cliente che se ne va perche' il prodotto non c'e': e' un cliente che se ne va perche' la ricerca non lo ha portato dove poteva arrivare. Non aggiungo stime di fatturato ne' cifre che i dati non contengono.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente15
tolleranza e forma15
governo dei risultati6
impianto0
totale48 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: una parte dei punti non viene assegnata perche' quello che non si vede dall'esterno non viene valutato, come l'utilita' dei filtri, la leggibilita' delle etichette, l'ordinamento, le fasce di prezzo e il comportamento della ricerca sulle descrizioni di prodotto.

Che cosa si puo' fare

  1. Riscrivere i nomi dei prodotti mettendo dentro le parole che il cliente scrive. Oggi la maggior parte dei nomi letti sono codici o nomi di modello: vanno accompagnati dal nome comune della merce, cosi' che la stessa parola valga per la ricerca del sito, per Google e per Amazon.
  1. Far usare alla ricerca le taglie e i dettagli che il cliente scrive. "camicia uomo taglia 42", "pantaloni uomo 48" e "giacca uomo 50" oggi non rispettano la taglia richiesta: se la taglia e' nei dati del prodotto, la ricerca deve usarla per filtrare.
  1. Far leggere alla ricerca la richiesta intera, non solo le singole parole. "pantaloni corti" non deve mostrare pantaloni lunghi, e "qualcosa per coprirsi quando fa freddo" non deve mostrare capi estivi.
  1. Controllare le ricerche discorsive che oggi sbagliano, come "cerco un regalo per mio marito", che porta risultati per bambini: sono richieste che il catalogo puo' soddisfare e che oggi non vengono raccolte.

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