Scheda · Classifica e-commerce

caseificioprimiero.com

https://caseificioprimiero.com/
Posizione
839
Ranking
50
Categoria
alimentare
Aggiornato il
11 ottobre 2026

caseificioprimiero.com

Rilevamento dell'11/10/2026. Punteggio: 50 su 100, fascia: funziona per chi sa gia' il nome.

Che cosa c'e' sugli scaffali

Nei reparti aperti la merce c'e'. "Nostrano di Primiero" mostra 3 prodotti, "Pastificio Primiero" 20, "Dolci e biscotti" 3. Nessuno di questi reparti e' vuoto: le pagine mostrano prodotti, non pagine vuote.

I nomi dei prodotti sono scritti in modo leggibile. I 42 nomi letti dai reparti aperti contengono tutti parole che un cliente scriverebbe davvero: 0 su 42 (0%) sono codici o sigle senza senso. Per esempio "Caseificio Primiero Primiero Stagionato" e "Pastificio Primiero Strangolapreti" si capiscono a colpo d'occhio. Questo conta perche' un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori: e' lo stesso testo che leggono tutti.

Che cosa succede oggi

La ricerca del negozio funziona quando il cliente sa gia' che cosa cercare e lo scrive come e' scritto sullo scaffale. Chi cerca "formaggi", "vino", "speck", "strudel" o "birra" trova quello che vuole. Anche chi sbaglia a scrivere viene aiutato: "formagio stagionato" e "pastta all'uovo" portano comunque ai prodotti giusti. Questo e' un buon punto di partenza.

Il problema e' quando il cliente cerca una cosa che il negozio ha, ma la cerca con parole diverse da quelle sullo scaffale. Chi scrive "pasta" ottiene formaggi. Chi scrive "pasta integrale 500g" ottiene formaggi e taglieri. Chi scrive "avete la pasta fatta in casa" ottiene succhi e nettari. La parola "marmellata" non trova niente, anche se il negozio ha un reparto "Confetture e marmellate": quella merce c'e' per definizione, e una pagina vuota e' un guasto della ricerca, non un buco di catalogo.

Le parole di controllo chiariscono dove sta il guasto. "formaggio" da solo trova formaggi come Dolomiti, Fior di Primiero e L'Arin, quindi i formaggi ci sono e la ricerca li sa trovare. "miele" da solo trova miele e miele al peperoncino. Ma "integrale" da solo non trova niente, e "rosso" da solo porta a succhi, confetture e salse invece che a vini rossi. Per "integrale" e "rosso" i dati non permettono di sapere se la merce esista in catalogo: la ricerca non la raggiunge, ma non c'e' prova che il catalogo la contenga.

Le prove

cercache cosa ottiene
"pasta"formaggi, non pasta
"pasta integrale 500g"formaggi e taglieri, non pasta integrale
"avete la pasta fatta in casa"succhi, nettari e altri prodotti, nessuna pasta fatta in casa
"marmellata"la pagina dice che non ci sono risultati
"integrale"la pagina dice che non ci sono risultati
"rosso"succhi, confetture e salse, non vini rossi
"500g"nessun risultato pertinente al peso
"miele biologico 500g"miele, ma non biologico ne' nel formato richiesto
"ravioli speck e noci"ravioli generici, non con speck e noci
"uovo"solo pasta all'uovo, non uova come prodotto
"fresco""Primiero Fresco" e poi prodotti non necessariamente freschi
"formaggio"formaggi come Dolomiti, Fior di Primiero e L'Arin

Il conto

Su 25 ricerche provate, 18 hanno dato risultati pertinenti, 2 sono state deboli, 1 vuota e 4 sbagliate. Le ricerche che il catalogo poteva soddisfare erano tutte e 25: nessuna ricerca e' caduta fuori catalogo, cioe' non e' successo che un cliente cercasse una cosa che il negozio non vende.

Questo significa che le ricerche a vuoto e quelle sbagliate non sono buchi di assortimento: sono clienti che cercavano qualcosa che il negozio ha sugli scaffali e non l'hanno trovato. Ogni ricerca a vuoto e' un cliente che se ne va senza comprare. Il tempo mediano della chiamata di ricerca e' di 75 millisecondi.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente20
tolleranza e forma15
governo dei risultati0
impianto3
totale50 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 28 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non si puo' verificare. Per esempio non si puo' sapere dall'esterno se i filtri funzionano bene, se le descrizioni dei prodotti entrano nella ricerca, o se la ricerca capisce il significato delle frasi.

Che cosa si puo' fare

  1. Far riconoscere alla ricerca le parole dei reparti. Il negozio ha un reparto "Confetture e marmellate", ma chi cerca "marmellata" non trova niente. Questo e' l'intervento con l'effetto piu' grande, perche' tocca una ricerca che oggi finisce nel vuoto su merce che il negozio ha per definizione.
  1. Insegnare alla ricerca le parole che i clienti usano davvero. "Pasta" deve portare alla pasta, non ai formaggi. Sono parole che il cliente scrive di getto e che oggi la ricerca non collega ai prodotti giusti.
  1. Sistemare le ricerche lunghe e discorsive. Chi scrive "avete la pasta fatta in casa" o "ravioli speck e noci" deve trovare quello che cerca, non succhi o ravioli generici. La ricerca deve saper leggere la frase intera, non solo la prima parola.
  1. Controllare che cosa succede quando il cliente cerca un formato o un attributo, come "500g" o "biologico". Oggi questi termini non portano da nessuna parte: se il negozio ha prodotti con quelle caratteristiche, la ricerca deve saperli mostrare.

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