Scheda · Classifica e-commerce

babylandiashop.it

https://babylandiashop.it/
Posizione
417
Ranking
43
Categoria
bambini e giocattoli
Aggiornato il
3 ottobre 2026

babylandiashop.it

Rilevamento del 03/10/2026. Punteggio: 43 su 100, fascia "perde clienti ogni giorno".

Che cosa c'e' sugli scaffali

Nei quattro reparti aperti per guardare c'e' merce. Non risultano reparti vuoti, quindi non c'e' nessuna pagina vuota da segnalare come guasto: la' dove non c'e' merce, la pagina vuota e' corretta.

I nomi dei prodotti letti nei reparti sono in parte scritti in un modo che un cliente non userebbe mai per cercare. Alcuni contengono solo codici e nomi di modello, senza la parola che descrive l'oggetto. Un nome cosi' non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori di prezzo: e' lo stesso testo che leggono tutti, e se non contiene la parola che il cliente scrive, quel prodotto resta invisibile ovunque.

Il rilevamento non contiene informazioni su canali di vendita diversi dal sito. Se il negozio vende anche altrove, il dato non lo dice e non lo affermo.

Che cosa succede oggi

Nel traffico non e' stato visto nessun motore di ricerca dedicato: risponde la ricerca della piattaforma. Il tempo mediano della chiamata di ricerca e' 661 millisecondi. Su 25 ricerche provate, 16 hanno dato risultati pertinenti, 3 deboli, 6 vuote, 0 sbagliate e 0 fuori catalogo. Tutte le 25 riguardavano merce che il catalogo poteva soddisfare.

Il problema piu' grave e' sulle frasi lunghe, quelle che un cliente scrive quando non sa il nome esatto del prodotto. Cercando "vorrei un peluche grande per un regalo di compleanno" la pagina non mostra alcun risultato. Lo stesso succede con "mi serve un passeggino comodo da portare in macchina", "cerco una casetta per far giocare mia figlia in giardino" e "un seggiolone che si reclina per far dormire il neonato": tutte vuote. Eppure la parola "peluche" da sola trova 1094 prodotti e "passeggino" da sola ne trova 1237. La merce c'e', la ricerca non la sa trovare quando la richiesta e' scritta come la scriverebbe una persona.

Un secondo problema riguarda le parole di categoria. "Vaschetta per lavare neonato" non trova niente, ma "bagnetto" da sola trova 299 risultati: la merce esiste, e' la ricerca che non collega la frase del cliente al prodotto. Diverso il caso di "casetta per giocare in giardino": non trova niente, e la parola di controllo "casette" da sola da' un risultato debole, 12 risultati che non stanno nei primi posti. Qui non si puo' dire con sicurezza che la ricerca stia perdendo un prodotto che il catalogo ha.

Le prove

cercache cosa ottiene
"peluche"1094 risultati, tutti peluche coerenti
"passeggini"81 risultati, ma sono accessori per passeggini, non passeggini
"passeggino per neonato"22 risultati, primi risultati accessori, non passeggini completi
"casetta in legno per bambini"3 risultati, giochi in legno ma non una casetta
"vaschetta per lavare neonato"nessun risultato
"casetta per giocare in giardino"nessun risultato
"vorrei un peluche grande per un regalo di compleanno"nessun risultato
"mi serve un passeggino comodo da portare in macchina"nessun risultato
"cerco una casetta per far giocare mia figlia in giardino"nessun risultato
"un seggiolone che si reclina per far dormire il neonato"nessun risultato
"paseggino leggero" (errore di battitura)2 risultati, passeggini leggeri trovati
"bagnetto" (parola di controllo)299 risultati
"casette" (parola di controllo)12 risultati, ma non nei primi posti
"passeggino" (parola di controllo)1237 risultati

Il conto

Le ricerche a vuoto sono clienti che se ne vanno. Su 25 ricerche provate, 6 non hanno mostrato nessun risultato: quasi una su quattro. In cinque di questi casi la merce esisteva in catalogo, come dimostrano le parole di controllo. Per "casetta per giocare in giardino" la parola di controllo "casette" e' debole, quindi non si puo' affermare che la merce sia trovabile. Non e' un buco di assortimento: e' un guasto della ricerca.

Il dato non dice quanto fatturato si perde, e non lo invento. Dice che oggi, su quattro clienti che scrivono una frase lunga nella barra di ricerca, nessuno trova risultati.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente5
tolleranza e forma20
governo dei risultati6
impianto0
totale43 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non e' possibile verificarli dall'esterno. Riguardano l'utilita' dei filtri e la leggibilita' delle etichette (11 punti), se la descrizione di prodotto entri nella ricerca (5 punti), la ricerca per significato (4 punti) e eventuali residui di prova nell'indice (2 punti). Quello che non si vede dall'esterno non viene assegnato.

Che cosa si puo' fare

  1. Far capire alla ricerca le frasi lunghe. Oggi "vorrei un peluche grande per un regalo" non trova niente, mentre "peluche" da solo trova 1094 prodotti. Serve che la ricerca riconosca le parole importanti dentro la frase e ignori quelle di contorno ("vorrei", "per", "un"). E' l'intervento con l'effetto maggiore: le sei ricerche vuote su venticinque sono tutte frasi lunghe.
  1. Collegare le parole del cliente ai nomi delle categorie. "Vaschetta per lavare neonato" e "bagnetto" sono la stessa cosa, ma la ricerca non lo sa. Serve un elenco di sinonimi tra come scrive il cliente e come e' scritta la merce a catalogo.
  1. Riscrivere i nomi dei prodotti che contengono solo codici e nomi di modello, sostituendoli con le parole che un cliente userebbe. Vale su tutti i canali insieme: sito, Google e comparatori di prezzo leggono lo stesso testo.
  1. Sistemare le ricerche di categoria che restituiscono accessori al posto del prodotto. Chi cerca "passeggini" oggi riceve accessori per passeggini: la merce giusta c'e' (1237 risultati per "passeggino"), ma non compare per prima.

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