Scheda · Classifica e-commerce

australian-brand.com

https://australian-brand.com/
Posizione
100
Ranking
61
Categoria
moda
Aggiornato il
10 ottobre 2026

australian-brand.com

Rilevamento del 10/10/2026. Punteggio: 61 su 100, fascia: funziona per chi sa gia' il nome.

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti per il controllo contengono merce: "Nuovi Arrivi Archive", "Nuovi Arrivi", "Shorts" e "Jewerly" hanno tutti prodotti dentro. Nessuno dei reparti controllati risulta vuoto, quindi non c'e' nessuna pagina vuota da segnalare come guasto: dove c'e' merce, la pagina la mostra.

Il problema non e' la quantita' ma come sono scritti i nomi. Alcuni nomi di prodotto letti dai reparti non contengono nessuna parola che un cliente scriverebbe: sono codici e nomi di modello. Due esempi veri sono "Heritage Court Gilet" e "Signature Logo Crewneck". Un nome cosi' fatto non contiene nessuna parola che un cliente digiterebbe nella barra di ricerca, quindi la ricerca del sito non lo trova, Google non lo trova e i comparatori di prezzo non lo trovano. E' lo stesso testo che leggono tutti, percio' correggerlo una volta vale per tutti i canali.

Che cosa succede oggi

Nel traffico osservato non risulta nessun motore di ricerca dedicato: risponde la ricerca della piattaforma. La chiamata di ricerca impiega 95 millisecondi come tempo mediano, quindi la risposta e' rapida. Su 25 ricerche provate, 19 hanno dato risultati pertinenti, 5 deboli, 1 sbagliata e nessuna vuota. Il catalogo poteva soddisfare tutte e 25 le ricerche: non c'e' nessuna ricerca rimasta senza risposta perche' il prodotto non esiste.

Il fatto principale e' che la ricerca funziona bene quando il cliente usa le parole esatte del negozio, e sbaglia quando usa le parole di tutti i giorni. Chi cerca "maglietta" ottiene 659 risultati che mostrano gilet e giacche, non magliette: la parola piu' comune per indicare una t-shirt porta fuori strada. Chi cerca "felpaa" con una lettera di troppo ottiene 531 risultati fatti di pantaloni e giacche, con una sola felpa in mezzo. Chi cerca "pantaloni della tuta" ottiene tute complete invece dei pantaloni singoli.

Le parole di controllo chiudono il dubbio dove poteva restare aperto. "tuta" da sola trova 1001 prodotti, "giacca" da sola ne trova 1000, "polo" da sola ne trova 1001, "felpa" da sola ne trova 791, "pantaloni" da sola ne trova 898. Il catalogo quella merce ce l'ha. Quando una ricerca composta come "tuta intera nera" da' risultati deboli, non e' perche' le tute manchino: e' la ricerca che non sa combinare le parole. Fa eccezione "intera" da sola, che da' 590 risultati di giacche: quella parola non e' un prodotto, e' un aggettivo, e la ricerca la tratta come se fosse merce.

Le prove

cercache cosa ottiene
"tute"1001 risultati, tute da tracksuit pertinenti
"felpe"847 risultati, felpe con cappuccio e giacche in pile
"maglietta"659 risultati, ma mostra gilet e giacche, non magliette
"felpaa"531 risultati, pantaloni e giacche, una sola felpa
"pantaloni della tuta"342 risultati, tute complete invece dei pantaloni singoli
"tuta intera nera"199 risultati, tute ma non nere, colore non indicato
"giacca tuta blu"388 risultati, tute blu ma non giacche singole
"intera"590 risultati, giacche, non tute intere
"tuta"1001 risultati, tute tracksuit pertinenti
"felpa"791 risultati, felpe e hoodie pertinenti
"vorrei una tuta completa per andare in palestra"175 risultati, tracksuit completi pertinenti
"cerco una giacca leggera da mettere sopra la maglietta"7 risultati, track jacket leggere pertinenti

Il conto

Le ricerche a vuoto sono clienti che se ne vanno, ma qui non ce ne sono: nessuna delle 25 ricerche provate e' rimasta senza risultati. Il costo, in questo caso, non e' la pagina vuota ma la pagina sbagliata. Chi cerca "maglietta" riceve 659 risultati che non sono magliette: non trova quello che voleva e non sa perche'. Chi cerca "felpaa" riceve 531 risultati di pantaloni e giacche. Chi cerca "pantaloni della tuta" riceve tute complete. In tutti questi casi il prodotto esiste in catalogo, la ricerca lo ha in mezzo ai dati, ma non lo mette davanti al cliente. I dati dicono questo e non dicono altro: non si fanno stime di quanto fatturato si perde, perche' il rilevamento non lo misura.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente20
tolleranza e forma20
governo dei risultati6
impianto3
totale61 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non si vedono dall'esterno. In particolare non sono verificabili dall'esterno l'utilita' dei filtri, la leggibilita' delle etichette, l'ordinamento e le fasce di prezzo (11 punti), se la descrizione di prodotto entri nella ricerca (5 punti), la ricerca per significato (4 punti) e eventuali residui di prova nell'indice (2 punti). Il voto reale puo' quindi essere piu' alto di 61, ma non si sa di quanto.

Che cosa si puo' fare

  1. Riscrivere i nomi dei prodotti muti. I nomi che non contengono nessuna parola da cliente vanno riscritti aggiungendo il nome comune della merce: "Heritage Court Gilet" deve contenere la parola "gilet", "Signature Logo Crewneck" deve contenere "felpa" o "maglione". E' lo stesso testo che leggono la ricerca del sito, Google e i comparatori, quindi si corregge una volta e vale per tutti.
  1. Insegnare alla ricerca le parole dei clienti. "maglietta" deve portare alle t-shirt, "pantaloni della tuta" ai pantaloni singoli e non alle tute complete. Si fa con un elenco di sinonimi collegato alla ricerca: ogni parola comune che il cliente usa va collegata alla parola che il negozio usa nei nomi.
  1. Gestire gli errori di battitura. "felpaa" e "tutaa" devono portare alla merce giusta. La ricerca deve riconoscere una lettera di troppo o mancante e correggere da sola, senza che il cliente se ne accorga.
  1. Trattare gli aggettivi come filtri e non come merce. "nera", "blu", "intera" non sono prodotti: vanno usati per restringere i risultati, non per cercare un oggetto che si chiama cosi'. Oggi "intera" da sola restituisce 590 giacche, che non ha senso.

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