Scheda · Classifica e-commerce

albertm.it

https://albertm.it/
Posizione
328
Ranking
46
Categoria
gioielli e orologi
Aggiornato il
4 ottobre 2026

albertm.it

Rilevamento del 04/10/2026. Punteggio: 46 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: Bracciali, Collane, Regali per Lei e ACQUISTA ORA. In tutti e quattro c'e' merce dentro, e nessuno risulta vuoto. I nomi dei prodotti sono scritti in maiuscolo e in modo descrittivo, con il materiale e la lavorazione: per esempio "BRACCIALE RIGIDO CONTRARIÉ SNAKE IN ARGENTO 925 CON PAVÉ DI SPINELLI NERI" e "COLLANA GIROCOLLO CON RONDELLE IN ARGENTO 925 PLACCATO RODIO E PIETRE NATURALI". Contengono parole che un cliente puo' scrivere ("bracciale", "collana", "argento") insieme a parole da addetti ai lavori ("pavé", "maglie alternate", "bizantina") che un cliente raramente digita nella barra di ricerca.

Sui nomi di prodotto letti dai reparti, 1 su 111 (l'1%) non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe: e' un codice o un nome di modello, e l'esempio e' "ALBERTM". Questo conta perche' un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori: e' lo stesso testo che leggono tutti.

Il negozio raccoglie recensioni su Trustpilot. Non risulta da questi dati che venda anche su eBay, Amazon o Trovaprezzi, e l'assenza da questo elenco non e' una prova che non ci venda: semplicemente non e' emerso.

Che cosa succede oggi

Quando il cliente scrive una parola sola che corrisponde a un reparto, la ricerca funziona: "bracciale" da solo trova 105 risultati, "collana" 46, "orecchini" 104, "anello" 102. Anche gli errori di battitura vengono assorbiti: "braccale argento" trova 91 risultati e "collana argnto" ne trova 76.

Il problema comincia quando il cliente scrive come parla davvero. Chi cerca "vorrei un bracciale in argento con una catena spessa" riceve 36 risultati che mostrano bracciali, ma senza distinguere l'argento o la catena spessa. Chi cerca "cerco una collana con un ciondolo a forma di croce" ottiene 18 risultati di collane, ma non il ciondolo a croce. Chi cerca "un regalo per mia madre" ottiene zero risultati: la pagina dichiara 0 prodotti e non mostra niente.

Le parole di controllo confermano che il catalogo la merce ce l'ha. "bracciale" da solo trova 105 risultati, "collana" 46, "orecchini" 104, "anello" 102. Quindi quando una ricerca composta come "vorrei un bracciale in argento con una catena spessa" non trova quello che il cliente intende, non e' un buco di catalogo: e' la ricerca che non sa collegare le parole del cliente ai prodotti che esistono. Fa eccezione "argento" da sola, che non trova niente: la pagina non e' stata salvata e non mostra prezzi ne' risultati. Anche questo e' un guasto della ricerca, non un caso da mettere da parte: "argento" e' una parola di controllo, il dato dice che la ricerca e' vuota, quindi la merce in catalogo c'e' e la ricerca non la trova.

Le prove

cercache cosa ottiene
"bracciale"105 risultati, la categoria Bracciali e' tra i primi
"collana"46 risultati, la categoria Collane e' presente
"orecchini"104 risultati, la categoria Orecchini e' tra i risultati
"anello"102 risultati, la categoria Anelli e' presente
"argento"0 prezzi in pagina, nessun risultato mostrato
"ciondolo"96 risultati, ma non c'e' una categoria ciondoli
"perle"98 risultati, ma nessuna categoria perle
"vorrei un bracciale in argento con una catena spessa"36 risultati, bracciali generici senza argento o catena spessa
"cerco una collana con un ciondolo a forma di croce"18 risultati, collane ma non il ciondolo a croce
"un regalo per mia madre"0 risultati, pagina vuota
"anello 20 mm"38 risultati, anelli ma senza la misura 20 mm
"braccale argento"91 risultati, gli errori di battitura vengono assorbiti

Il conto

Le ricerche a vuoto sono clienti che se ne vanno. In questo rilevamento la ricerca "un regalo per mia madre" ha restituito zero risultati, e "argento" da sola non ha mostrato nulla. Le cinque ricerche discorsive osservate, quelle in cui il cliente scrive una frase intera, hanno prodotto risultati deboli o vuoti: il cliente vede dei gioielli, ma non quelli che ha descritto.

I dati non dicono quanto fatturato si perde, e non lo stimiamo. Dicono che su 26 ricerche osservate, 17 sono pertinenti, 8 deboli e 1 vuota. Le ricerche che il catalogo poteva soddisfare sono 26 su 26: in tutti i casi la merce esiste, ma la ricerca non sempre la sa trovare.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente5
tolleranza e forma20
governo dei risultati6
impianto3
totale46 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' quello che non si vede dall'esterno non viene valutato. In particolare non sono verificabili dall'esterno l'utilita' dei filtri, la leggibilita' delle etichette, l'ordinamento e le fasce di prezzo (11 punti), se la descrizione di prodotto entri nella ricerca (5 punti), la ricerca per significato (4 punti) e eventuali residui di prova nell'indice (2 punti).

Che cosa si puo' fare

  1. Far trovare le richieste scritte come frasi. Oggi "bracciale" da solo trova 105 risultati, ma "vorrei un bracciale in argento con una catena spessa" ne trova 36 e non distingue l'argento. Una richiesta discorsiva deve portare agli stessi prodotti della parola singola.
  1. Far funzionare "argento". "argento" da sola non mostra risultati, ma e' il materiale di quasi tutta la merce. Chi cerca "argento" deve vedere i prodotti in argento, non una pagina vuota.
  1. Aggiungere parole comuni ai nomi dei prodotti. I nomi attuali usano termini tecnici ("pavé", "maglie alternate", "bizantina") che il cliente non scrive. Aggiungere parole come "ciondolo", "perle", "pietre" dove sono pertinenti rende il nome leggibile a chi cerca.
  1. Coprire le ricerche di regalo. "un regalo per mia madre" oggi da' zero risultati, ma il negozio ha un reparto "Regali per Lei" con merce dentro. Una richiesta di regalo deve portare a quel reparto invece che a una pagina vuota.

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