Scheda · Classifica e-commerce

primadonnacollection.com

https://primadonnacollection.com/
Posizione
36
Ranking
55
Categoria
moda
Aggiornato il
1 ottobre 2026

primadonnacollection.com

Rilevamento del 01/10/2026. Punteggio: 55 su 100, fascia: funziona per chi sa gia' il nome.

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti contengono merce. "SCOPRI LA NUOVA COLLEZIONE" dichiara 717 prodotti e ne abbiamo letti 24; "Texani e stivali" ne dichiara 72 e ne abbiamo letti 21; "Décolleté Slingback" ne dichiara 66 e ne abbiamo letti 24; "Acquista ora" ne dichiara 414 e ne abbiamo letti 23. Il reparto "I tuoi ordini" risulta vuoto: e' la pagina degli ordini del cliente, la' non c'e' merce in vendita e la pagina vuota e' corretta, non e' una mancanza.

I nomi dei prodotti sono scritti bene. Su 74 nomi letti, 0 (lo zero per cento) sono codici o nomi di modello senza senso: tutti contengono parole che un cliente userebbe davvero. Esempi veri: "Stivali testa di moro con fibbia decorativa", "Mocassini neri in pelle lavata". Questo conta perche' lo stesso testo del prodotto lo leggono la ricerca del negozio, Google e i comparatori di prezzo: se il nome contiene le parole giuste, il prodotto si trova ovunque; se non le contiene, non si trova da nessuna parte.

Il negozio vende anche fuori dal proprio sito? I dati non lo dicono, quindi non lo affermiamo.

Che cosa succede oggi

La ricerca del negozio funziona quando il cliente sa gia' che cosa cercare e lo scrive come e' scritto sullo scaffale. Chi cerca "sandali", "ballerine", "tronchetti", "stivali pelle", "mocassini neri", "décolleté slingback" trova subito la merce giusta. Anche una parola scritta in modo imperfetto non ferma la ricerca: "mocasini" senza la doppia C porta comunque a 76 mocassini. Le misure numeriche funzionano: "tronchetti tacco 7 cm" trova 11 tronchetti con tacco 7 cm, "stivali tacco 8,2 cm" ne trova 4, tutti giusti.

Il problema comincia quando il cliente scrive una frase, come parla. "cerco stivali alti per l'inverno" restituisce 3 borse a mano, non stivali. "qualcosa per coprire le spalle quando fa freddo" restituisce una borsa a spalla. "vorrei un paio di scarpe comode da mettere tutti i giorni" restituisce un sandalo con tacco. In tutti e tre i casi il risultato non ha niente a che vedere con quello che il cliente ha chiesto.

Le parole di controllo chiudono il dubbio su che cosa manca. "stivali" da sola e' pertinente, "mocassini" da sola e' pertinente, "décolleté" da sola e' pertinente: il catalogo quella merce ce l'ha. Quindi quando "cerco stivali alti per l'inverno" non trova stivali, non e' un buco di catalogo: e' la ricerca che non sa leggere la frase. Lo stesso vale per "scarpe senza lacci", che trova un solo risultato (una décolleté con la cinghia, che i lacci non li ha ma la cinghia si') e per "ciabatte", che restituisce merce mista: pantofole e sabot insieme a sandali e giacche.

Le prove

cercache cosa ottiene
"sandali"pertinente, 476 risultati, tutti sandali
"mocasini" (errore di battitura)pertinente, 76 mocassini
"stivali tacco 8,2 cm"pertinente, 4 risultati, tutti giusti
"scarpe con la zeppa"pertinente, 1 risultato: Zeppe nere
"borsa piccola da sera"pertinente, 27 risultati fra mini bag e pochette
"ciabatte"debole, 12 risultati: pantofole e sabot mescolati a sandali e giacche
"scarpe senza lacci"debole, 1 risultato: una décolleté con cinghia
"vorrei un paio di scarpe comode da mettere tutti i giorni"debole, 1 risultato: un sandalo con tacco
"cerco stivali alti per l'inverno"sbagliato, 3 risultati: borse a mano
"qualcosa per coprire le spalle quando fa freddo"sbagliato, 1 risultato: una borsa a spalla
"stivali" (controllo)pertinente
"tacco" (controllo)debole, 749 risultati generici

Il conto

Su 26 ricerche provate, 21 hanno dato il risultato giusto, 3 sono state deboli e 2 sbagliate. Nessuna ha dato zero risultati, e nessuna ha chiesto un prodotto che il negozio non vende: tutte e 26 le ricerche riguardavano merce che il catalogo ha. Va detto pero' che il gruppo di ricerche provate non conteneva nessun caso di ricerca a vuoto ne' di prodotto fuori catalogo, quindi su questi due punti i dati non dicono niente.

Il costo non e' quindi una ricerca che si spegne: e' un cliente che scrive una frase normale, si vede arrivare una borsa a mano al posto degli stivali, e se ne va senza comprare. Il tempo mediano della chiamata di ricerca e' di 275 millisecondi: e' il tempo che il sistema impiega a rispondere, non il tempo che il cliente percepisce, quindi da questo dato non si puo' concludere che la lentezza non sia un problema.

Il punteggio

vocepunti
copertura16
lingua del cliente10
tolleranza e forma20
governo dei risultati6
impianto3
totale55 su 100

Il totale e' un pavimento: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non si possono verificare dall'esterno. Il punteggio vero puo' essere piu' alto, non piu' basso.

Che cosa si puo' fare

  1. Insegnare alla ricerca a leggere le frasi, non solo le parole singole. Oggi "cerco stivali alti per l'inverno" restituisce borse a mano. E' l'intervento con l'effetto piu' grande, perche' colpisce proprio i clienti che non sanno il nome esatto del prodotto.
  1. Sistemare le ricerche che restituiscono merce diversa. "ciabatte" non deve mostrare giacche, "scarpe senza lacci" non deve fermarsi a un risultato solo. Qui va rivisto che cosa il negozio restituisce per queste parole.
  1. Aggiungere alle schede prodotto le parole che i clienti usano davvero, quando sono diverse da quelle sullo scaffale. Se il cliente cerca "stivaletti" e il negozio li chiama "tronchetti", la parola "stivaletti" va messa da qualche parte nella scheda, cosi' la trova anche chi non conosce il nome del negozio.
  1. Tenere d'occhio le ricerche che non portano a niente. Il gruppo di ricerche provate non ne conteneva nessuna, quindi prima di trarre conclusioni su questo punto serve raccogliere le ricerche reali dei clienti e guardare quali finiscono senza risultati.

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