Scheda · Classifica e-commerce

prenatal.com

https://prenatal.com/
Posizione
74
Ranking
49
Categoria
bambini e giocattoli
Aggiornato il
30 settembre 2026

prenatal.com

Data del rilevamento: 30/09/2026. Punteggio: 49 su 100, funziona per chi sa gia' il nome.

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: "Mamma", "Pappa", "Passeggio" e "APP PRENATAL". Da fuori si vede che in tutti e quattro c'e' merce esposta: nessuno risulta vuoto, quindi non c'e' nessuna pagina vuota da segnalare come guasto. La' c'e' merce e la pagina la mostra.

Quello che i dati non dicono e' quanti prodotti contenga ciascun reparto e quanti ne siano stati letti davvero: i numeri per reparto non sono disponibili in questo rilevamento, e non se ne inventano. Quello che si puo' dire e' che la merce c'e' e che i nomi con cui e' scritta, in diversi casi, non aiutano chi cerca.

Perche' conta come sono scritti i nomi: un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori di prezzi. E' lo stesso testo che leggono tutti, quindi un nome scritto male costa su ogni canale insieme.

Oltre al proprio sito, il negozio raccoglie recensioni su Trustpilot. Non risulta da questi dati che venda su altri canali, e l'assenza da questo elenco non e' una prova che non ci sia: semplicemente qui non si vede. Se la stessa descrizione di prodotto viaggia anche altrove, correggerla in un posto solo o in quattro non e' lo stesso lavoro, ma su questo i dati non dicono di piu'.

Che cosa succede oggi

La ricerca del sito funziona bene quando il cliente scrive una parola secca o il nome esatto di un prodotto. Chi cerca "passeggio", "allattamento", "igiene", "carrozzina", "passeggino", "seggiolino auto", "tiralatte" o "biberon vetro" trova subito roba attinente. Anche chi sbaglia a scrivere viene perdonato: "biberon naturalfeeling" trova i biberon NaturalFeeling Chicco, che e' esattamente quello che il cliente voleva. Questo e' il punto di forza del negozio.

Il guasto grosso e' un altro, ed e' netto. Quando il cliente scrive una frase intera, come farebbe parlando al commesso, la ricerca restituisce numeri piccolissimi e prodotti che non c'entrano niente. "mi serve un passeggino leggero per andare in citta" da' 4 risultati e mostra giochi e costruzioni. "vorrei un seggiolino per il bambino da mettere in auto" da' 1 risultato e mostra una tovaglietta. "cerco un biberon per il mio neonato" da' 1 risultato e mostra un gioco didattico. "dove posso trovare un tappeto per far giocare il bambino" da' 1 risultato e mostra ancora un gioco didattico. In tutti e quattro i casi il cliente ha chiesto un prodotto che il negozio ha in catalogo, e la ricerca non lo ha portato a casa.

C'e' poi una zona grigia, dove la ricerca trova qualcosa ma non la cosa giusta. "tappeto silicone" da' 1021 risultati e mostra tappeti e silicone separati, non i tappeti in silicone. "sedia legno" da' 78 risultati e mostra seggiolini e giochi in legno, non sedie. "sedia evolutiva legno" da' 16 risultati e mostra di nuovo seggiolini e giochi, non la sedia richiesta. "ovetto" da' 289 risultati e mostra accessori per l'ovetto, non l'ovetto stesso. Qui il cliente vede risultati, ma non quello che cercava, e spesso non capisce perche'.

Le prove

cercache cosa ottiene
"passeggio"pertinente, 456 risultati, passeggini e accessori
"biberon vetro"pertinente, 11 risultati, biberon in vetro tra i primi
"bavaglino neonato unisex"pertinente, 3 risultati, bavaglini corrispondenti
"tappeto pieghevole 10m"pertinente, 1 risultato, il tappeto cercato
"biberon naturalfeeling"pertinente, 16 risultati, biberon NaturalFeeling Chicco
"tappeto silicone"debole, 1021 risultati, tappeti e silicone separati
"sedia evolutiva legno"debole, 16 risultati, seggiolini e giochi, non la sedia
"ovetto"debole, 289 risultati, accessori per ovetto, non l'ovetto
"mi serve un passeggino leggero per andare in citta"sbagliato, 4 risultati, giochi e costruzioni
"vorrei un seggiolino per il bambino da mettere in auto"sbagliato, 1 risultato, una tovaglietta
"cerco un biberon per il mio neonato"sbagliato, 1 risultato, un gioco didattico
"dove posso trovare un tappeto per far giocare il bambino"sbagliato, 1 risultato, un gioco didattico

Il conto

Su 21 ricerche osservate, 13 hanno dato il prodotto giusto, 4 hanno dato risultati deboli e 4 hanno dato risultati sbagliati. Nessuna ricerca e' rimasta vuota. Il dato dice anche che tutte e 21 le ricerche riguardavano merce che il catalogo poteva soddisfare. Va detto pero' che in questo rilevamento non ci sono parole di controllo, cioe' la parola singola presa da una ricerca composta, che serve a stabilire se un prodotto esiste in catalogo: senza quel confronto non si puo' escludere del tutto che qualche ricerca riguardasse merce assente. Quello che i dati mostrano con certezza e' che non c'e' un buco evidente di assortimento sulle ricerche fatte, e che il problema principale e' come la ricerca interpreta quello che il cliente scrive.

Il costo si legge cosi': le 4 ricerche sbagliate sono clienti che hanno chiesto un prodotto che il negozio ha e si sono visti rispondere con giochi e tovagliette. Le 4 deboli sono clienti che hanno visto risultati e non hanno trovato quello che volevano. In entrambi i casi il cliente non ha ottenuto quello che cercava. Non si stimano fatturati e non si afferma che siano andati altrove: i dati dicono questo e non di piu'.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente10
tolleranza e forma15
governo dei risultati6
impianto6
totale49 su 100

Il totale e' un pavimento: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non e' possibile verificarli dall'esterno. Il punteggio vero potrebbe quindi essere piu' alto di 49, ma non lo sappiamo da qui.

Che cosa si puo' fare

  1. Far funzionare la ricerca sulle frasi intere. E' l'intervento con l'effetto piu' grosso: oggi chi scrive "cerco un biberon per il mio neonato" riceve un gioco didattico, e questo succede in tutte e quattro le prove discorsive. Il cliente scrive come parla, e la ricerca deve rispondergli con il prodotto giusto invece che con un risultato a caso.
  1. Sistemare i nomi dei prodotti. Un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori di prezzi. Ogni nome va riscritto con le parole che il cliente userebbe per cercarlo, perche' lo stesso testo lo leggono tutti.
  1. Far riconoscere le due parole vicine come un prodotto solo. "tappeto silicone" oggi restituisce tappeti e silicone separati, "sedia legno" restituisce seggiolini e giochi. Il cliente che scrive due parole vuole un prodotto che le ha tutte e due, non due elenchi diversi.
  1. Aggiungere le parole di controllo alla prossima verifica. Prima di dichiarare che un prodotto manca, va verificato se la parola da sola lo trova. In questo rilevamento non e' stato possibile farlo perche' non ci sono parole di controllo disponibili, e senza quel confronto non si puo' dire con certezza se un risultato debole sia colpa della ricerca o del catalogo. E' un controllo da fare alla prossima verifica.

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