Scheda · Classifica e-commerce

it.clementoni.com

https://it.clementoni.com/
Posizione
24
Ranking
58
Categoria
bambini e giocattoli
Aggiornato il
30 settembre 2026

it.clementoni.com

Rilevamento del 30/09/2026: 58 su 100, fascia "funziona per chi sa gia' il nome".

Che cosa c'e' sugli scaffali

I quattro reparti aperti hanno tutti merce dentro: "Neonati e Prima infanzia", "Tablet", "Scienza & Gioco Build" e "Harry Potter" contengono prodotti. Nessun reparto e' vuoto, quindi non c'e' nessuna pagina vuota da segnalare come corretta.

Il problema sta in come sono scritti i nomi. Molti dei nomi letti nei reparti non contengono nessuna parola che un cliente scriverebbe: sono codici e nomi di modello. Per esempio "BABY ANIMAL GUITAR", "BABY ANIMAL DRUM", "WHAT'S IN IT?", "STITCH & ANGEL - BATH TOY SURF SET". Un nome cosi' fatto non contiene nessuna delle parole che un cliente digita nella barra di ricerca. E' lo stesso testo che il cliente vede sulla pagina del prodotto: se non dice che cosa e' il prodotto, chi cerca non lo riconosce.

Che cosa succede oggi

Nel traffico osservato non risulta nessun motore di ricerca esterno: risponde la ricerca del sito. Il tempo mediano della chiamata di ricerca e' 32 millisecondi, quindi la risposta e' rapida.

Sulle 23 ricerche provate, 22 hanno dato risultati pertinenti e una sola e' rimasta vuota. Va detto pero' che le 23 prove non sono tutte indipendenti: cinque sono parole di controllo (la parola singola presa da una ricerca composta, usata per capire se quella merce esiste in catalogo) e diverse sono varianti della stessa parola, per esempio "puzzle" compare piu' volte e "puzzle 1000 pezzi" due volte. Il dato vero e' che le ricerche semplici e quelle con parole presenti nei nomi dei prodotti funzionano.

L'unica ricerca vuota e' "vorrei un gioco per mia figlia di 6 anni che ama disegnare", scritta come parla un cliente. La pagina dice apertamente che non ci sono risultati. Su questo caso i dati non permettono di dire se il negozio abbia o no un prodotto adatto: non c'e' una parola di controllo per "disegnare" o "figlia", quindi non si puo' distinguere fra un prodotto che manca e una ricerca che non lo sa trovare. Il dubbio resta aperto e va scritto cosi'.

Le parole di controllo confermano che il catalogo ha la merce cercata: "pezzi", "harry", "stitch", "dragon" e "marvel" da sole trovano risultati. Questo serve a escludere che dietro le ricerche composte che funzionano ci sia un buco di catalogo: la merce c'e'.

Le prove

cercache cosa ottiene
"puzzle"pertinente, 2 prezzi in pagina, puzzle di vario tipo
"tablet"pertinente, 10 prezzi, ClemPad e Baby Tablet
"sapientino"pertinente, 10 prezzi, prodotti della linea Sapientino
"puzzle 1000 pezzi harry potter"pertinente, 1 prezzo, puzzle Harry Potter da 1000 pezzi
"puzzle 500 pezzi stitch"pertinente, 10 prezzi, puzzle Disney Stitch da 500 pezzi
"puzzle 300 pezzi dragon ball"pertinente, 6 prezzi, puzzle Dragon Ball da 300 pezzi
"gioco per imparare a leggere"pertinente, 10 prezzi, giochi di lettura e alfabeto in cima
"regalo per neonato"pertinente, 12 prezzi, peluche e giochi musicali per neonati
"tablet per bambini"pertinente, 10 prezzi, ClemPad e Baby Tablet tra i primi
"vorrei un gioco per mia figlia di 6 anni che ama disegnare"vuoto, la pagina dice che non ci sono risultati
"puzle 1000 pezzi" (errore di battitura)pertinente, puzzle da 1000 pezzi elencati
"pezzi" (controllo)pertinente, puzzle con indicazione del numero di pezzi

Il conto

Le ricerche a vuoto sono clienti che se ne vanno senza comprare. Nel rilevamento la ricerca vuota e' una sola, ed e' quella scritta come parla un cliente: "vorrei un gioco per mia figlia di 6 anni che ama disegnare". Chi cerca cosi' non ottiene niente. Non si puo' dire dal rilevamento se il negozio avesse un prodotto adatto a quella richiesta: manca la parola di controllo che lo dimostrerebbe.

Il secondo costo e' quello dei nomi che non contengono parole da cliente. Molti dei nomi letti nei reparti sono codici o nomi di modello, e quel testo e' quello che il cliente vede sulla pagina del prodotto. Un nome che non dice che cosa e' il prodotto rende difficile riconoscerlo sia a chi cerca dentro il sito sia a chi arriva da fuori.

Non ci sono cifre di fatturato da tirare in ballo: i dati dicono questo e basta.

Il punteggio

vocepunti
copertura20
lingua del cliente15
tolleranza e forma20
governo dei risultati0
impianto3
totale58 su 100

Il totale e' un pavimento: 28 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non si vedono dall'esterno. Il punteggio reale puo' quindi essere piu' alto di 58, ma non si sa di quanto.

Che cosa si puo' fare

  1. Riscrivere i nomi dei prodotti che oggi sono solo codici o nomi di modello, mettendo dentro le parole che un cliente userebbe. Per esempio "BABY ANIMAL GUITAR" puo' diventare "Chitarra giocattolo per neonati Baby Animal". E' l'intervento con l'effetto piu' largo, perche' il nome del prodotto e' quello che il cliente legge sulla pagina.
  1. Guardare da vicino il caso della ricerca scritta in linguaggio naturale. Oggi "vorrei un gioco per mia figlia di 6 anni che ama disegnare" non trova niente, mentre "gioco per imparare a leggere" e "regalo per neonato" funzionano. Prima di decidere che cosa fare, serve capire se il negozio ha un prodotto adatto a quella richiesta: se ce l'ha, il problema e' nella ricerca; se non ce l'ha, e' un buco di catalogo e la ricerca non c'entra.
  1. Verificare i filtri e l'ordinamento nelle pagine di ricerca che restituiscono prodotti: sono 28 punti su 100 che il rilevamento non ha potuto guardare dall'esterno, e sono anche la parte che decide se un cliente che ha trovato 12 risultati riesce a scegliere quello giusto.

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