Scheda · Classifica e-commerce

eataly.net

https://eataly.net/
Posizione
142
Ranking
46
Categoria
alimentare
Aggiornato il
2 ottobre 2026

eataly.net

Rilevamento del 01/10/2026. Punteggio: 46 su 100, fascia: funziona per chi sa gia' il nome.

Che cosa c'e' sugli scaffali

I reparti aperti per guardare che cosa contengono sono quattro: Ristoranti, Spesa online, Eventi, Corsi. Da fuori non e' stato possibile leggere che cosa contengono, quindi su questi reparti non si puo' dire se la merce ci sia o no. Le uniche cose osservate sono le ricerche fatte sulla barra del sito e le risposte che il sito ha dato.

Da quelle risposte si vede che il catalogo ha merce dentro, e parecchia: la parola "olio" da sola trova 25.250 prodotti dichiarati, "extravergine" 12.187, "pasta" 64.222, "conserve" 54.169. Sono numeri dichiarati dal sito stesso. Il catalogo quindi c'e', ed e' grande.

Sui nomi dei prodotti non si puo' dire niente, perche' non e' stato possibile leggere le schede. Quello che si vede dalle risposte e' che alcune ricerche scritte con le parole giuste arrivano al prodotto: chi scrive "tonno all'olio di oliva" trova tonno in olio d'oliva, chi scrive "crema spalmabile alla nocciola" trova creme spalmabili alla nocciola. Questo e' il punto che conta: un nome che non contiene nessuna parola che un cliente scriverebbe non lo trova la ricerca del sito, non lo trova Google e non lo trovano i comparatori. E' lo stesso testo che leggono tutti.

Il rilevamento non ha raccolto dati sui canali di vendita del negozio oltre al proprio sito, quindi su questo punto non si afferma niente.

Che cosa succede oggi

La ricerca del sito funziona bene quando il cliente scrive esattamente il nome del prodotto, o una sua parte precisa. Chi cerca "olio extravergine di oliva italiano" trova 31 oli extravergine di oliva. Chi cerca "pesto genovese senza aglio" trova 2 pesti genovesi senza aglio. Chi cerca "tonno all'olio di oliva" trova 8 tonni in olio d'oliva. Insomma: se il cliente sa gia' che cosa vuole e lo scrive come e' scritto sullo scaffale, la ricerca lo porta a destinazione.

Il problema e' tutto il resto. Quando il cliente scrive come parla, la ricerca non lo segue. "Vorrei comprare una passata di pomodoro per la pasta" restituisce corsi di pasta, non passata di pomodoro. "Mi serve un olio buono per condire l'insalata" restituisce un infuso alla liquirizia. "Avete qualcosa di dolce da spalmare sul pane" restituisce orsetti gommosi. "Cerco un tonno in scatola da mettere nell'insalata" restituisce crema di arachidi e riso. "Vorrei un riso per fare un risotto" restituisce un risotto pronto, cioe' il piatto gia' cucinato invece del riso per cucinarlo. Sono cinque modi diversi di dire la stessa cosa: il cliente descrive un bisogno e la ricerca non lo porta al prodotto.

C'e' poi un gruppo di ricerche che va a meta'. "Sott'oli" trova sottaceti e conserve, non sott'oli. "Dolcetti" trova un amaretto e un vino. "Pesto 180g" trova per primo un pesto di pistacchio, non quello genovese. E "penne rigate di gragnano 1kg" trova per primo un formato da 500 grammi, cioe' un prodotto simile ma non quello chiesto.

Il dato piu' importante e' un altro, ed e' quello che chiude il dubbio. Le parole di controllo, cioe' la parola singola presa dalle ricerche composte, dicono che il catalogo ha la merce: "olio" da solo trova 25.250 prodotti, "tonno" 10, "crema" 55, "pesto" 11, "penne" 5, "extravergine" 12.187. Quindi nei casi osservati in cui una ricerca composta non ha portato al prodotto giusto, il prodotto in catalogo c'era: la barra di ricerca non lo ha raggiunto. Il catalogo i prodotti li ha, la ricerca non li porta fuori.

Le prove

cercache cosa ottiene
"olio extravergine di oliva italiano"31 oli extravergine di oliva, corrispondenti
"pesto genovese senza aglio"2 pesti genovesi senza aglio, corrispondenti
"tonno all'olio di oliva"8 tonni in olio d'oliva, corrispondenti
"penne rigate di gragnano 1kg"primo risultato da 500g, non 1kg; secondo non pertinente
"sott'oli"sottaceti e conserve, non sott'oli
"dolcetti"un amaretto e un vino, pochi e non proprio dolcetti
"vorrei comprare una passata di pomodoro per la pasta"corsi di pasta, non passata di pomodoro
"mi serve un olio buono per condire l'insalata"un infuso alla liquirizia, non olio
"avete qualcosa di dolce da spalmare sul pane"orsetti gommosi, non creme spalmabili
"cerco un tonno in scatola da mettere nell'insalata"crema di arachidi e riso, non tonno
"vorrei un riso per fare un risotto"un risotto pronto, non riso per prepararlo
"olio" (controllo)25.250 prodotti, tra cui olio extravergine di oliva
"tonno" (controllo)10 prodotti a base di tonno
"pesto" (controllo)11 pesti

Il conto

Su 25 ricerche fatte, 16 hanno dato risultati pertinenti, 4 sono state deboli (risultati vicini ma non giusti) e 5 sono andate sbagliate, cioe' hanno mostrato prodotti che non c'entravano con quello che il cliente aveva chiesto. Nessuna ricerca e' rimasta vuota e nessuna ha chiesto un prodotto che il catalogo non ha: tutte e 25 le ricerche erano per merce che il negozio vende.

Il costo non si misura in una cifra di fatturato, che qui non c'e' e non si inventa. Si misura in clienti che non arrivano al prodotto: ogni volta che qualcuno scrive "vorrei un riso per fare un risotto" e si vede comparire un risotto pronto, quel cliente o riprova con altre parole, o cambia sito. Le cinque ricerche sbagliate e le quattro deboli sono nove occasioni su venticinque in cui il cliente ha dovuto arrangiarsi. Le parole di controllo dicono che la merce c'era: non e' un problema di magazzino, e' un problema di porta d'ingresso.

Il punteggio

vocepunti
copertura12
lingua del cliente5
tolleranza e forma20
governo dei risultati6
impianto3
totale46 su 100

Il punteggio e' una soglia minima: 22 punti su 100 non sono stati assegnati perche' non e' possibile verificarli dall'esterno. Quello che non si vede da fuori non viene contato ne' a favore ne' contro.

Che cosa si puo' fare

  1. Insegnare alla ricerca a capire le frasi, non solo le parole. Oggi "mi serve un olio buono per condire l'insalata" non trova l'olio, anche se l'olio c'e' e sono 25.250 prodotti. Ogni cliente che scrive come parla resta fuori. E' l'intervento con l'effetto piu' grande, perche' tocca tutte e cinque le ricerche sbagliate e le quattro deboli in una volta.
  1. Aggiungere le parole che i clienti usano davvero ai nomi dei prodotti. "Sott'oli", "dolcetti", "merenda" sono modi normali di dire la merce: se il nome sullo scaffale non li contiene, la ricerca del sito non li trova, Google non li trova e i comparatori di prezzi non li trovano. E' lo stesso testo per tutti e tre, quindi si corregge una volta e vale ovunque.
  1. Sistemare i casi in cui il risultato c'e' ma non e' quello giusto. "Penne rigate di gragnano 1kg" deve portare in cima il formato da un chilo, non quello da 500 grammi. "Pesto 180g" deve mettere davanti il pesto genovese. Sono pochi casi mirati e si vedono a occhio dalle prove qui sopra.
  1. Controllare che cosa risponde la ricerca alle domande di tutti i giorni. Le cinque frasi discorsive di questo rilevamento sono frasi che un cliente scriverebbe davvero. Vale la pena rifarle ogni tanto e guardare che cosa compare: e' il modo piu' semplice per accorgersi in anticipo se la porta d'ingresso si sta chiudendo.

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